Diritti

Sette giorni a digiuno in un canotto: la protesta contro il “pacchetto”

Saverio Tommasi comincia oggi un’impresa impervia. Per una settimana vivrà giorno e notte in un canotto, senza mangiare, legato al tetto del suo furgoncino, che verrà parcheggiato in piazzale Michelangelo, il punto panoramico su Firenze più celebre e più frequentato…

Saverio Tommasi comincia oggi un’impresa impervia. Per una settimana vivrà giorno e notte in un canotto, senza mangiare, legato al tetto del suo furgoncino, che verrà parcheggiato in piazzale Michelangelo, il punto panoramico su Firenze più celebre e più frequentato di Firenze. Saverio è un teatrante e un attivista: ha scelto il canotto per ricordare i "viaggi della disperazione" compiuti da tanti migranti, ora sottoposti a una legge vessatoria e che tradisce il principio dell’uguaglianza degli esseri umani. Il digiuno, la permanenza sul canotto sono un modo per protestare contro un "pacchetto" di norme che è stato metabolizzato troppo in fretta.

Saverio definisce questa sua performance un’azione teatrale lunga sette giorni – vivrà come vivono i migranti che attarversano il mare dalla Libia a Lampedusa – e sarà accompagnato in questo difficile percorso da una trentina di persone, che si impegneranno in un digiuno a staffetta e animeranno ogni giorno con interventi al piazzale Michelangelo, accanto al "canotto della disperazione". I trenta sono attivisti sociali e politici, che in questo modo sosterranno la generosa azione di Saverio, che già l’anno scorso sostò per sette giorni – però mangiando – in una gabbia issata sul solito furgoncino: era una protesta contro i Cpt, oggi ribattezzati Cie.

Il "pacchetto sicurezza" è un provvedimento brutale che intacca la dignità delle persone, oltre a rinnegare il concetto stesso di democrazia: protesta e disobbedienza sono stati finora molto, troppo deboli. Chissà che l’azione di Saverio non riesca a smuovere un po’ di coscienze e di intelligenze.

 

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