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Diritti

Serra, Veltroni e un paese senza onore

Riporto qui sotto un intervento di commento alla lettera aperta a Veltroni e la mia replica. Mi pare che ci siano utili alementi di riflessione e valutazione. I due interventi sono presi dalla mailing list veritagiustizia.  Caro Guadagnucci, condivido ovviamente le…

Riporto qui sotto un intervento di commento alla lettera aperta a Veltroni e la mia replica. Mi pare che ci siano utili alementi di riflessione e valutazione. I due interventi sono presi dalla mailing list veritagiustizia. 

Caro Guadagnucci,

condivido ovviamente le proposte della sua lettera aperta, ma immagino che
sia solo una provocazione e non una speranza; l’ultima promozione “in quota”
all’uscente centro sinistra credo che sia molto eloquente. Mi permetto di
aggiungere una breve riflessione che riguarda la nostra storia passata, ma
evidentemente ancora molto attuale.

Approfittando di un infortunio che mi ha tenuto in casa qualche giorno mi
sono letto un paio di libri che giacevano da un po’ di tempo nella mia
biblioteca – Italiani brava gente? di Angelo Del Boca e Italiani senza onore a cura di Costantino Di Sante – che consiglio agli amici che seguono
questo forum per comprendere meglio i fatti di oggi. Il primo parla del
falso mito, accreditato dalla storiografia ufficiale, della intrinseca bontà
d’animo degli italiani in divisa e non, clamorosamente smentito dai
comportamenti reali presi in esame, che vanno dal Risorgimento ai giorni
nostri. Il secondo è una cronistoria dei crimini di guerra compiuti dalle
truppe italiane nei Balcani occupati durante il fascismo.

La cosa che più mi ha colpito in entrambi i libri è la protervia con la
quale tutti i governi italiani, fascisti o democratici che fossero, hanno
coperto, nascosto, insabbiato, tutte le porcherie fatte dai loro funzionari
civili e militari.

Il colmo è venire a sapere dal secondo libro che Alcide De Gasperi, nel 1947
ha nominato Segretario generale del Ministero della Difesa, l’ex Ministro
della guerra ed ex comandante generale dei carabinieri Taddeo Orlando
inserito dagli Alleati nell’elenco dei criminali di guerra da consegnare
alla giustizia. Non solo, ma i nostri governi “democratici” del tempo fecero
di tutto per salvare i nostri criminali di guerra dalle estradizioni
richieste, ma non li punirono neanche in Italia.

Mi pare evidente che le nostre istituzioni “democratiche” hanno una lunga
tradizione di copertura e protezione dei suoi servitori, ancorché
delinquenti e pertanto non aspettiamoci nessuna pulizia e rimozione di mele marce dal cesto. Temo che marcio sia il cesto!

In ogni caso non rassegnarti, tu sei più giovane di me e forse qualche speranza in più di vedere un cambiamento vero ce l’hai.

Un cordiale saluto, Sergio Agostinelli

 

Caro Sergio, nessuna speranza ovviamente, ma un modo per mettere in evidenza la lontananza dei maggiori gruppi politici dalle questioni messe a nudo da Genova e dal dopo Genova.

Il Pd, tramite questa sua strana politica delle candidature, sembra suggerire la volontà di occuparsi di alcuni temi con intenti riformisti. Ho provato a prendere sulla parola – o meglio, sulla suggestione offerta dal nome, visto che nessun programma o dichiarazione d’intenti ha accompagnato l’indicazione di Serra – la proposta di Veltroni e gli ho chiesto di completare il suo – eventuale – impegno attorno ai temi della trasparenza democratica delle forze di polizia, delle politiche della sicurezza, delle garanzie costituzionali per la libertà d’espressione. Ho indicato anche un mini programma, per rendere il tutto più chiaro.

Naturalmente non c’è stata risposta, né evidentemente poteva esserci: i “nostri” temi non sono considerati importanti dalla classe politica italiana, che viaggia su tutt’altre onde. La stessa Sinistra Arcobaleno, nel suo programma in 14 punti, si è dimenticata di questi aspetti, pur avendo alcune delle forze che la compongono investito un bel po’ di “risorse politiche” nei movimenti, in Genova G8 e quello che ne è seguito. Sembra che ci sarà un riferimento nel programma più esteso in preparazione, ma resta la sensazione che la piena tutela dei diritti costituzionali comporti un prezzo politico troppo alto e perciò non interessa.

Occorrerebbe infatti impegnarsi in un progetto culturale e politico piuttosto ampio e mettere in cantiere una riforma delle forze di polizia e un intervento forte contro poteri saldissimi e al momento intangibili (la vicenda De Gennaro, con la nomina a capo di gabinetto del ministro Amato prima, e a commissario rifiuti poi, ne sono una potente testimonianza).

Conosco i libri che tu citi, ma avevo dimenticato l’episodio di De Gasperi: le relazioni fra potere politico da un lato, apparati di sicurezza e forze armate dall’altro (per non parlare dei servizi segreti) in Italia non sono mai state trasparenti né equilibrate. Visti i tempi, temo che queste relazioni potrebbero addirittura peggiorare: di qui in avanti mi aspetto che poliziotti e prefetti arrivino direttamente a posizioni di governo…

Per conto nostro, credo che dovremo comunque fare la nostra parte. Nel mio piccolo, fra qualche giorno riscriverò a Veltroni, con le mie considerazioni sulle sue scelte.

Lorenzo

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