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Ambiente

Quando il trasporto aereo si nasconde dietro alle parole

I piani di sviluppo dell’Unione Europea per diminuire l’impatto del cambiamento climatico del trasporto aereo stanno procedendo speditamente, ma hanno rischiato di essere annacquati nella scorsa assemblea generale dell’ICAO, l’International Civil Aviation Organisation (agenzia specializzata dell’ONU, costituita da 190 Stati…

I piani di sviluppo dell’Unione Europea per diminuire l’impatto del cambiamento climatico del trasporto aereo stanno procedendo speditamente, ma hanno rischiato di essere annacquati nella scorsa assemblea generale dell’ICAO, l’International Civil Aviation Organisation (agenzia specializzata dell’ONU, costituita da 190 Stati e creata nel 1944 sulla base di una convenzione internazionale) che si è tenuta a Montreal ai primi di ottobre.
Sembra infatti che l’obiettivo di inserire il settore del’aviazione civile all’interno dello schema dell’Emission Trading (ETS) potrebbe gradualmente indebolirsi, al punto che il Commissario ai trasporti dell’Unione ha già parlato di una possibile esenzione dall’ETS dei voli in entrata. Concessioni che sembrano essere messe in atto dall’UE per contrastare il tentativo degli Stati Uniti di indebolire la regolamentazione delle emissioni di gas climalteranti.
La battaglia sull’entrata dell’aviazione dell’Emission Trading si è giocata in particolare durante l’assemblea dell’ICAO che si è tenuta in Canada ai primi di ottobtr, dove l’Unione Europea è giunta mettendo sul tavolo la sua proposta di tagliare le emissioni totali del 10% tra il 2005 ed il 2020. Molta della discussione è stata legata al possibile obbligo per i Paesi non-UE di rispettare i nuovi standard qualitativi degli aeroporti e degli spazi aerei europei, per cui una delle proposte sul tappeto era quella del "mutual agreement" secondo cui i Paesi extraeuropei avrebbero avuto il diritto di rifiutare il pagamento dei permessi di emissione.
La risoluzione finale dell’Assemblea è riuscita a tenere fuori l’accordo di esenzione proposto, ma la mediazione ha indebolito la proposta europea, indicando che le compagnie aeree di Paesi con meno dell’1% della quota totale di mercato aereo mondiale dovrebbero essere esentati dalla riduzione di emissioni per i propri aerei. La regolamentazione europea oltretutto esenta un numero limitato di compagnie aeree dall’ETS se il loro servizio in Europa risulta infrequente, ma la lista di esenzioni proposta nella risoluzione finale allargherebbe di molto le maglie della rete, concendendo l’esenzioni alle compagnie aeree di oltre 100 Paesi tra cui il Messico, il Brasile ed il Sud Africa.
Secondo Giovanni Bisignani, Direttore generale e Chief executive della IATA, International Air Transport Association “i Governi hanno preso una decisione storica. Per la prima volta abbiamo condiviso obiettivi globali ambiziosi per stabilizzare le emissioni. Nessun altro settore industriale ha un simile quadro concordato a livello planetario per la gestione del proprio impatto legato cambiamento climatico prendendo in considerazione sia le esigenze dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo”.
Una posizione quanto meno ottimistica se si pensa che secondo il rapporto presentato proprio nei giorni dell’assemblea ICAO ci si aspetta un incremento dei consumi di carburante per il trasporto aereo del 3 – 3,5% annuo per i prossimi anni, con una crescita del traffico passeggeri di una media del 4,8% annuo fino al 2036.
 

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