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dormire e mangiare nell'orto

Dormire e mangiare nell’orto

Guida all’ospitalità rurale e al buon cibo contadino in Italia di Roberto Brioschi e Umberto Di Maria
ISBN 9788865162347

Prezzo: 14,50 13,05

240 pagine
Formato 12×20 cm


300 case con l’orto e ristori autentici, bio ed economici… a misura d’uomo

La guida più completa all’autentica ospitalità rurale in Italia: dimore con vista orto dove dormire, mangiare e provare il calore dell’autentica accoglienza contadina.

Piccole aziende agricole familiari biologiche e biodinamiche, agriturismi “veri”, dove si lavora la terra e si preparano in casa pane e companatico. Ospitalità informali presso contadini custodi o vignaioli ribelli, che sono le guide più appassionate del proprio territorio.

Si dorme immersi nel silenzio, in camere che profumano di storia o in una yurta nel bosco. Spesso si condivide la tavola con la famiglia che ci ospita, si gustano verdure a centimetro zero, frutta “antica”, vini naturali. Con la segnalazione delle realtà veg-friendly. Un viaggio nella convivialità rurale per tutte le tasche: ogni scheda è una piccola avventura umana e contadina.

Che cosa trovi in questo libro?

• 300 occasioni di ospitalità in realtà rurali e contadine: un’accoglienza autentica, informale ed economica.
• Agriturismi biologici a conduzione e atmosfera familiare: pace assoluta in camera e convivialità a tavola.
• B&B ecologici di campagna: stanze con vista orto, ostelli di mare e di terra, malghe, accoglienze per gruppi.
• Agricamping – con camper, tende, yurta – ed ecovillaggi aperti a tutti in luoghi immersi nella natura.
• Cucine casalinghe, con ricette contadine, prodotti a centimetro zero, vini bio e naturali, birre artigianali.
• Osterie rustiche e tradizionali, locande cooperative, con spiccata sensibilità sociale e ambientale.

Come sono fatte le schede?

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Rassegna stampa


Prefazione

L’ORTO DEL VICINO
L’ALFABETO PER IMPARARE A LEGGERE QUESTA GUIDA

di Massimo Acanfora (editor Altreconomia)

La zucca e il sale, la rapa e il sangue, l’erba del vicino, sempre più verde: la memoria di tanta popolare saggezza è una delle ultime cose che ci tiene legati alla terra, materia nella quale erano plasmati – nella realtà o nella nostra fantasia – molti dei nostri nonni, quelli con le scarpe grosse e il cervello fino. Molto è cambiato, in particolare è mutato il nostro rapporto con il cibo e la terra e – insieme a questo – un modo di fare “turismo”.

Eppure lo spaventapasseri è lì nell’orto che ci aspetta, immobile come le istantanee dei pomeriggi troppo azzurri di tanti anni fa. Siamo noi che non scendiamo più nell’orto, forse perché non abbiamo più le scarpe o il cervello adatti. L’orto nel frattempo è sempre più spesso circondato da un’azienda agricola e agriturismo quando va bene, oppure, se va peggio, da hotel de charme o da resort, che separano inesorabilmente l’agricoltura e l’accoglienza, il gregge e le camere con l’idromassaggio.

Questo libro vuole farci vedere oltre la siepe che esclude al nostro sguardo una realtà agricola differente: nell’infinito nascosto che è l’Italia rurale – infatti – esistono ancora dei luoghi di autentica e non posticcia “ospitalità rurale”. Sono aziende agricole familiari, spesso biologiche e biodinamiche, piccoli contadini con una casa vista orto, fattorie didattiche e sociali, agri- turismi “veri”, dove si lavora la propria terra; a volte vignaioli ribelli per cui “il vino si fa in vigna”; o anche ecovillaggi con attività agricole, ospitalità informali e agricampeggi; realtà che difendono la biodiversità nei campi e in cucina e che hanno deciso di dissodare non solo in campi ma anche le relazioni con i “cittadini”.

Coltivare il proprio orticello, in questo caso, è una virtù: significa essere custodi della terra – come singoli, reti agricole locali o Presìdi Slow Food – e tutelare le varietà antiche e locali, pensando alla tradizione come l’unico presente possibile. In questo solco è quasi sempre possibile – nelle realtà che troverete in queste pagine – degustare e acquistare i prodotti dell’azienda, ma anche sedersi a pranzo o a cena con la famiglia e con gli altri ospiti, e aggiungere un posto a tavola in nome della convivialità.

Non è affatto indifferente che in queste realtà sia prassi comune invitare a partecipare ai lavori agricoli, mettere le mani nella terra, comprendere le stagioni, i ritmi del suolo, le opere e i giorni dei contadini. Questi ultimi non sono dei semplici maître a cultiver, ma hanno la vocazione a raccontare il proprio territorio, a fare da guida competente alle sue bellezze naturali, artistiche e al suo cibo, che sia una bottiglia di vino dal vitigno autoctono o un cereale “antico”.

Quale racconto vi aspetta? Abbiamo scelto di non usare la forma del re- pertorio o dell’arido elenco: ogni storia è infatti la narrazione – per quanto minima – di un’avventura umana. È nostra cura invitarvi a leggere questa guida quasi come un romanzo pulviscolare, dove ogni cascina, ogni fattoria sociale, ogni gesto d’amore per la terra è condiviso con il lettore (e quindi con il potenziale Ospite). Per utilizzare “Dormire e mangiare nell’orto” vi chiediamo di adottare questo alfabeto: lettere seminate nel terreno fertile delle pagine e di un futuro incontro.

Tutte insieme queste realtà rappresentano infatti un Grand Tour: l’itine- rario ottocentesco da compiersi in Italia (per l’educazione e la formazione ad uso dell’Europa) oggi non potrebbe che essere agricolo. Come ricorda Roberto Brioschi, la Contadinanza, da millenni custode dell’ambiente e della sua biodiversità, propositrice di valori e pratiche che non depaupe- rano le risorse utilizzate, che non considera il superfluo come necessario, depositaria della sovranità alimentare, produce infatti cultura. Le famiglie e le comunità rurali, spesso unite in associazioni, coordinamenti e reti territoriali indicano la via contadina ad una vita sostenibile, il futuro che vogliamo, un ritorno alla terra – pur tra mille ostacoli – potente e importante.

Inoltre questa guida testimonia delle decine di “reti contadine” nate in questa epoca di cemento, che si sono prese il compito arduo e non dero- gabile di tutelare la piccola agricoltura e il piccolo produttore, difensore arcigno e prezioso della terra, una risorsa sempre più scarsa e depauperata.

Al loro fianco si schierano le realtà di turismo responsabile – di cui diamo ampio conto, in particolare come soci di AITR, Associazione Italiana Tu- rismo Responsabile – e che si propongono come facilitatori per conoscere le realtà di accoglienza rurale e contadina.

Viaggiate e scoprite tutto questo con noi.

Introduzione

IL PAESE RITROVATO
UNA VISIONE INEDITA DELL’ITALIA MIGLIORE

di Roberto Brioschi (autore e attivista della terra)

È l’Italia, quella vera: fatta di geografie e di borghi, di campagne e montagne, villaggi, casali e baite, aziende agricole familiari, microproduzioni agricole, osterie; con l’80% degli italiani che vive così distribuita nell’80% del territorio: il mondo rurale; quel tessuto connettivo che attraversa ed unisce la penisola, a misura d’uomo; un mondo che ci avvolge ma che ignoriamo, alieno dalle aree metropolitane, i capannoni diffusi, l’alta velocità e i quadrilateri autostradali.

Luoghi e genti troppo spesso intesi solo per le “vacanze”: concetto tanto riduttivo quanto negativo poiché derivante dal “tempo libero”, residuo di quello lasciato disponibile dal lavoro (per chi ce l’ha); il Tempo è invece una delle unità di misura della nostra vita, delle relazioni umane, del rapporto con la Natura ed il pianeta che ci ospitano.

Questa guida è uno strumento per “avere il tempo”. Di respirare con le valli ed i boschi, la campagna ed il mare; di incontrare famiglie e genti che hanno cercato e costruito il senso della propria esistenza, leale e condivisa; per gustare il cibo naturale ed etico, lontano dal business del bio e dalle mode del gusto. Si incontrano stili di vita colmi del necessario ma poveri del superfluo, buone pratiche e migliori esempi per ognuno.

Di regione in regione percorriamo questo Paese per conoscere, comprendere, assaporare: la bellezza dei paesaggi e l’armonia delle comunità umane alla scoperta delle loro felicità quotidiane, per noi immemori cittadini. Sono viaggi e soggiorni di formazione, di educazione sentimentale e di affinità, di serenità e riposo, di amicizie.

Sempre ospiti, mai turisti.

Gli autori

Roberto Brioschi

Ruralista, è promotore di reti solidali e comunità di resilienza sociale ed economica. Ha fondato la prima web rivista sul tema contadino “La Via Contadina, coltiviamo il futuro” (www.laviacontadina.it). È membro della Rete dei Semi Rurali e co-presidente della REES Marche, aderisce a “Refugees Welcome” perché sta dalla parte del mondo offeso. Già co-au- tore di libri per Altreconomia: “I semi e la terra”, la prima edizione di “Dormire nell’orto”,“Biologico etico” (con Gabriella Lalìa) e del recente “L’agricoltura è sociale”.

Umberto Di Maria

Giornalista e professionista della comunicazione attento ai temi sociali, al territorio e all’espressione della cultura locale è tra i fondatori del movimento del turismo responsabile e del turismo di comunità in Italia. È docente su temi legati al turismo e alla sostenibilità in alcuni master e corsi di specializzazione post laurea. Cuoco per passione, ha curato per Altreconomia “Il gambero equo”, guida ai ristoranti a filiera corta, biolo- gici e con orto in Italia, “La sovversione necessaria”, sul pensiero politico di Luigi Veronelli e partecipato a “Kitchen social club”, il manifesto dei cuochi, del cibo e delle cucine sociali e popolari.