100 Parole per salvare il suolo

Piccolo dizionario urbanistico-italiano di Paolo Pileri
ISBN 9788865162835

Prezzo: 14,00

192 pagine / 13×20 cm
Con un testo di Tomaso Montanari


L’urbanistica è una lingua straniera: 100 parole “tradotte” in italiano per imparare a leggere le trasformazioni del suolo contenute nelle leggi e nei piani. E dire “sì” alla tutela del suolo e al riutilizzo di quel che già esiste.

Ci sono parole che, sotto una mano di verde, hanno il cuore di cemento. Così una mattina scopriamo che davanti a casa nostra è sorto un nuovo cantiere e le betoniere stanno asfaltando l’ultimo prato libero, anche se la legge e il piano urbanistico sembravano chiari al riguardo. Che cosa ci è sfuggito? L’urbanistica è ormai una lingua straniera, un gergo governato da pochi, pieno di parole dal significato incomprensibile e scivoloso, con una grammatica ambigua che quasi sempre fa scempio del suolo (dicendo che lo sta salvando).

Per fermare il consumo di suolo, l’arma più potente è la conoscenza!

Questo libro svela -attraverso “lemmi”, esempi, citazioni, aneddoti– il significato di oltre 100 parole dell’urbanistica, da “àmbito” a “urban sprawl”.

Perché “i cittadini hanno il diritto (e il dovere) di capire ogni parola scritta nelle leggi e nei piani urbanistici“.

Un aiuto per imparare a leggere, “tradurre” in italiano e interpretare la legge della propria Regione, il piano del Comune o una sentenza del Tar, e denunciarne le incongruenze. Perché la cultura e la conoscenza sono le armi più affilate contro il consumo di suolo e la comprensione delle parole ne è l’impugnatura.

Un libro con una potente carica etica e civile, rivolto a cittadini e comitati, ma anche a studenti, urbanisti, amministratori pubblici: “Questo dizionario ci restituisce le parole e il loro significato, ma anche gli strumenti per chiedere con cognizione di causa che il suolo -risorsa delle risorse- resti terreno agricolo, prato, bosco e non diventi una distesa di cemento”.

Rassegna stampa

lastampa.it

salviamoilpaesaggio.it

Il fatto quotidiano

greenwords.blog.rainews.it

La frase

È tempo di smettere di far finta di niente e di pensare il suolo come una merce, inseguendo egoismi amministrativi ammantati di parole enigmatiche e doppie.

Dall’introduzione di Tomaso Montanari

Questo breve testo potrebbe avere come motto una celebre frase di Nanni Moretti: “chi parla male, vive male”. Allora per provare a vivere bene, cominciamo a parlare bene.
La presenza di uno storico dell’arte per introdurre questo libro può sembrare eccentrica, per certi versi: e in effetti potrebbe esserlo davvero, per come la storia dell’arte è stata intesa per molto tempo in questo Paese. E invece credo che, nell’ambito delle discipline storiche, la storia dell’arte sia una di quelle che ha provato, almeno in certi suoi filoni, a tenere vivi i legami con il suolo, pur chiaman- dolo in tanti altri modi. Se dovessi invece scegliere un motto per la storia dell’arte nella sua vicenda culturale, mi verrebbe voglia di scegliere una bella e famosa frase del Vangelo di Luca: «qui se humiliat, exaltabitur», chi si umilia sarà esaltato, sarà innalzato.

Potremmo dire: chi si avvicina al suolo, all’humus, alla terra, sarà salvato, si innalzerà. Questa, in fondo, è la storia della storia dell’arte, la storia sociale dell’arte. Chi studia la vicenda degli artisti nel contesto della società, nei secoli, sa che la grande scommessa degli artisti – dall’inizio del Quattrocento in poi – è stata quella di essere accolti come intel- lettuali: diremmo oggi, come umanisti liberali, ma senza tradire la propria “meccanicità”, la propria connessione con la terra, il proprio rapporto ombelicale con il materiale.

Due pagine ad esempio

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Gli autori

Paolo Pileri

Docente di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, è membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali e consulente scientifico di ministeri, enti pubblici, fondazioni e amministrazioni locali. Tiene corsi sia alla Scuola di Architettura sia a quella di Ingegneria del Politecnico di Milano. L’inclusione del tema del suolo e delle questioni ambientali, ecologiche e paesaggistiche nella pianificazione territoriale e urbanistica è da sempre il suo àmbito di ricerca. È ideatore e responsabile scientifico di VENTO, un progetto di territorio attraverso una dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino lungo il Po (www.progetto.vento.polimi.it). Autore di oltre 200 tra articoli e libri sulla pianificazione urbanistica e ambientale e la mobilità sostenibile. Su Altreconomia cura la rubrica “Piano terra” ed è autore dei libri “Che cosa c’è sotto” e -con Matilde Casa- “Il suolo sopra tutto”. www.researchgate.net/profile/Paolo_Pileri