Economia / Opinioni

“Prenditi cura delle banche e loro si prenderanno cura di te”

L’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato “cooptato” nel cda di Unicredit e designato presidente. La sua esperienza pubblica sarà di “grande utilità”, festeggia l’istituto. Il caso ha numerosi precedenti, anche fuori dall’Italia. L’editoriale del direttore, Duccio Facchini

Tratto da Altreconomia 231 — Novembre 2020
L’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan © European Union

Il 13 ottobre 2020 la banca UniCredit ha reso noto di aver “cooptato all’unanimità” Pier Carlo Padoan nel proprio consiglio di amministrazione in qualità di “presidente designato”. Identificato come “miglior candidato”, l’ex ministro dell’Economia (dal febbraio 2014 al maggio 2018) resterà in carica dal 2021 al 2023. Il presidente uscente Cesare Bisoni si è detto “molto lieto” di dare il benvenuto al dimissionario membro della V Commissione parlamentare al Bilancio, tesoro e programmazione: “La sua straordinaria esperienza porterà grande beneficio alla banca -ha dichiarato-. Siamo entusiasti di poterci avvalere del suo contributo e della sua partecipazione attiva alla definizione del prossimo consiglio di amministrazione della banca”. Entusiasmo scontato anche da parte dell’interessato: “Mi impegnerò pienamente nei miei nuovi compiti e confermo l’intenzione di lasciare il mio ruolo di parlamentare italiano”. L’amministratore delegato della banca, Jean Pierre Mustier, è stato il più sincero: “A nome del management vorrei esprimere la massima soddisfazione per la cooptazione del professor Pier Carlo Padoan nel consiglio di amministrazione di UniCredit. La sua profonda esperienza e la sua conoscenza dell’Europa e del suo contesto normativo, nonché gli importanti ruoli pubblici ricoperti in Italia, saranno di grande utilità per il gruppo”. La soddisfazione di Mustier è quella degli azionisti di Unicredit: i più rilevanti a oggi sono BlackRock, Capital Research and Management Company, Norges Bank, Delfin Sarl, Fondazione cassa di risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, Fondazione cassa di risparmio di Torino, Gruppo Allianz.

Fa un po’ specie prendere in mano la lista dei ministri dell’Economia degli ultimi 15 anni e verificare simili casi di “porte girevoli” (revolving doors). Domenico Siniscalco, titolare dell’Economia nel secondo e nel terzo governo Berlusconi, ha svolto il suo mandato dal luglio 2004 al settembre 2005. Qualche tempo dopo, nel febbraio 2008, è stato nominato “rappresentante preposto alla sede secondaria in Italia” della banca d’affari Morgan Stanley. Ne è diventato formalmente “procuratore” dal febbraio 2018 e dal settembre dello stesso anno ricopre lo stesso incarico per la Morgan Stanley Europe con sede a Francoforte. Poi c’è Vittorio Grilli, ministro dell’Economia dal luglio 2012 all’aprile 2013 nel governo di Mario Monti. Abbandonato l’incarico, nel maggio 2014 è stato nominato presidente del “Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa” di un’altra banca d’affari, JPMorgan. Oggi Grilli siede nel consiglio di amministrazione di BF Spa. Il nome dice poco, forse, ma si tratta di un gruppo quotato in Borsa e sviluppato intorno a Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana per superficie agricola utilizzata.

Segue Fabrizio Saccomanni, scomparso nell’agosto 2019, nominato presidente di Unicredit nell’aprile 2018 appena qualche anno dopo aver sostituito Grilli proprio al ministero dell’Economia, sotto la presidenza di Enrico Letta (aprile 2013-febbraio 2014).Non accade solo in Italia, purtroppo. Nel Regno Unito ha fatto rumore quest’estate l’assunzione da parte di JPMorgan di Sajid Javid, già “cancelliere dello scacchiere” -che sta per segretario al Tesoro o ministro delle Finanze- nel governo conservatore di Boris Johnson dal febbraio 2019 al febbraio 2020. Javid ha seguito le orme ad esempio dell’ex primo ministro inglese Tony Blair, divenuto consigliere del gruppo nel 2008, e dell’ex capo del governo finlandese Esko Aho (in carica dal 1991 al 1995). Commentando il “caso Javid”, l’editorialista del Guardian Simon Jenkins è stato lapidario: “Prenditi cura delle banche e loro si prenderanno cura di te”.

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