Cultura e scienza / Approfondimento

Dal mondo animale al viaggio, gli orizzonti nuovi dell’editoria

Volumi che raccontano il mondo in un’ottica non antropocentrica, saggi narrativi che accompagnano alla scoperta di Paesi lontani pensati come “guide al presente”. E un’offerta per bambini e ragazzi che coltiva la cura dello sguardo

Tratto da Altreconomia 215 — Maggio 2019
La redazione di Iperborea si confronta sulle bozze a colori del numero di “The Passengers” dedicato al Portogallo © Iperborea

“Da ragazzo sono rimasto molto stupito vedendo una puntata della serie televisiva ‘Alfred Hitchcock Presents’: un personaggio aveva creato uno strumento per ascoltare le piante”. Anni dopo, ai giorni nostri, Andrea Gessner -da tre anni alla guida della casa editrice nottetempo- avrebbe creato uno strumento nuovo: la collana di monografie “Animalía”, per ascoltare gli animali e interrogarsi sulla natura umana e la sua relazione con il Pianeta. “Credo che sia un momento fondamentale per ripensarci come abitanti della Terra”, dice il figlio di Roberta Einaudi, che nel 2002 a Milano fondò con Ginevra Bompiani la casa editrice. In che modo e con quali strumenti culturali si possa “istituire un nuovo statuto nella convivenza tra l’uomo e il Pianeta”, è la domanda fondativa del nuovo percorso editoriale di nottetempo che, per arrivare agli animali -primo caso in Italia-, è passato dal pensiero cosmo-ecologico dello sciamano yanomami Davi Kopenawa, portavoce dell’Amazzonia brasiliana e autore de “La caduta del cielo” (2018) con l’antropologo Bruce Albert. “Lo scambio con culture differenti ci offre degli strumenti nuovi per capire dove andare”, riflette Gessner, che ha trovato nell’interpretazione sciamanica un’ispirazione “per una relazione alla pari tra esseri viventi”.

Il “progetto Terra”, come lo definisce l’editore, è declinato da nottetempo in diverse produzioni culturali che si propongono di “incoraggiare lo sviluppo di una coscienza ambientale”. Tra queste, la collana editoriale “Animalía” si situa all’incrocio tra storia naturale e immaginario, per esplorare l’impatto della dimensione animale sul mondo letterario, artistico, mitologico e culturale, e “mostrare quanto gli animali -dal gatto all’asino, ultimo arrivato nella collana- abbiano cambiato il nostro modo di vedere il mondo”. Con una caratteristica peculiare: “Lo spostamento di lato rispetto alla visione antropocentrica”, sottolinea Gessner.

Così anche l’editoria sembra assumere un ruolo importante nel “rifondare su nuove basi, più eque e responsabili, le relazioni tra viventi”, come dice Gessner, cresciuto in una casa editrice di narrativa che oggi deve la metà del suo fatturato alla saggistica dedicata a questi temi. Perché “chi s’interessa di attualità cerca degli strumenti per approfondire e ha bisogno della saggistica”. Secondo l’Associazione italiana editori (nata 150 anni fa, nell’ottobre 1869), nel 2018 il mercato della saggistica è cresciuto del 6,3% (senza contare Amazon e la grande distribuzione organizzata), mentre quello della fiction è sceso del 5%. L’ultimo “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia” (2018), curato dall’Aie, conferma per il terzo anno consecutivo la ripresa positiva del mercato del libro italiano: 4.902 case editrici hanno pubblicato 72.059 titoli nel 2017 (+9,2% dal 2016), con un fatturato 2017 di 3,104 miliardi di euro (+4,5% rispetto al 2016). Mentre la produzione di ebook è calata del 15,9%.

Anche il progetto “The Passenger”, della casa editrice Iperborea -fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani per far conoscere la letteratura del Nord Europea in Italia-, conferma questa tendenza. “Siamo una casa editrice ancora emergente nel campo del saggio narrativo, ma è un settore per il quale registriamo una domanda sempre più forte”, racconta Marco Agosta, caporedattore di “The Passenger”.

La transizione di Iperborea verso la saggistica passa per un cambio generazionale nella casa editrice, un rinnovamento dell’estetica delle pubblicazioni e una serie di volumi al confine tra fiction e non fiction, e da quasi un anno ha portato una novità per il mercato librario italiano: delle guide “al presente -come le chiama Agosta- per esploratori del mondo dall’impronta leggera e curiosi di approfondire e capire le sfide contemporanee”.

“Natura in tutti i sensi”, mostra-laboratorio sulla collana PiNO di Topipittori è in corso fino al 14 luglio a Roma, al Palazzo delle Esposizioni (palazzoesposizioni.it) © Topi Pittori – Canicola

Senza alcuna indicazione su dove dormire o che souvenir acquistare. “L’ispirazione ci è venuta da alcune riviste internazionali di successo: il caso editoriale francese ‘Revue XXI’, la storica ‘Granta’ in Gran Bretagna o ‘McSweeney’s’ negli Stati Uniti, tra le altre”, per delle guide uniche nel loro genere, che si concentrano “sul racconto del presente, inteso come contemporaneità, più che attualità”. Volumi che accompagnano nell’umanità dei Paesi, attraverso dei saggi (inediti o tradotti per l’occasione), le fotografie dell’agenzia Prospekt e la grafica di TomoTomo (la stessa di Altreconomia). “Tra le pagine, raccontiamo come vive la popolazione, cosa pensa, quali sfide affronta, qual è la situazione geopolitica e quali i rischi per l’ecosistema locale e le risorse naturali”.

La scoperta dell’altro e la cura dell’ambiente sono anche temi centrali nell’editoria per bambini e ragazzi: un settore che nel 2018, secondo l’Associazione italiana editori, valeva 235,8 milioni di euro, esploso nel 2017 con un aumento del 13,7% delle vendite. A leggere è l’82% dei bambini e ragazzi tra 0 e 14 anni, contro una media del 60% della popolazione italiana. Nel cinquantenario dall’allunaggio, “Nuno salva la Luna” di Marino Neri, non è solo un libro per l’infanzia, ma un vero e proprio progetto pedagogico dell’associazione culturale e casa editrice Canicola (a Bologna dal 2004). “Nasciamo come pedagogisti e collochiamo i libri in un percorso culturale -spiega Roberta Colombo-. Grazie a queste storie, durante i laboratori possiamo dialogare con i più piccoli sul loro vissuto quotidiano per riportarli a una dimensione reale, nella quale possono incidere”. Come il protagonista del libro, appena pubblicato, che comprende l’importanza del prendersi cura di ciò che lo circonda a partire dai piccoli gesti quotidiani e “attribuisce valore ai tempi lenti e dilatati dell’accudimento, in contrasto con la tendenza contemporanea di un’infanzia iperstimolata e sottoposta a continue richieste di prestazioni performative da parte degli adulti”, spiega Colombo.

È lo stesso pensiero che fonda il progetto editoriale PiNO, “Piccoli Naturalisti Osservatori”, di Topipittori, come spiega l’editrice e direttrice artistica della casa editrice, Giovanna Zoboli. “I bimbi sono bombardati da una serie d’intrattenimenti e tecnologie che tendono a distrarli: con questi agili libri illustrati, dal prezzo accessibile a tutti, vogliamo educarli ad avere uno sguardo autonomo e prolungato sul mondo che li circonda”. La chiave di lettura per i volumi PiNO, infatti, è osservare quello che vive attorno a noi e interagire, avvicinandosi al piacere della scoperta e alla bellezza della natura. Che per i più piccoli è “una predisposizione naturale -osserva Zoboli-, che noi speriamo di stimolare grazie alla lettura”. I volumi della collana editoriale dal 2016 sono stati pensati “leggeri”, adatti a essere portati con sé e letti anche fuori casa.

Il libro “Il Delfino” della collana Animalìa di nottetempo, casa editrice milanese fondata nel 2002 © Nottetempo

“Ciascuno può cominciare da dove si trova, perché quello che abbiamo vicino a noi è già straordinario”. Come quando proviamo a essere “Naturalisti in cucina” (l’ultimo titolo della collana PiNO, 2019): “C’è una natura domestica da scoprire, in frigo e tra le credenze -continua Zoboli-. La cura dello sguardo come capacità di osservazione e analisi, infatti, non ha bisogno di grandi intrattenimenti, né di esotismo: possiamo soffermarci sull’erba del giardino, sui frutti che mangiamo a colazione o sull’albero del viale”.

Una pratica simile a quella di Benino, il pastorello del presepe napoletano che è diventato il logo di nottetempo. “Si è fermato a riposare nel cammino verso il luogo della nascita. Ma a me piace pensare che sia un contemplatore -racconta Gessner-. Non ha più bisogno di andare a vedere, perché sta contemplando il creato. Anche se il mito della produttività ce li ha rubati, abbiamo sempre più bisogno di prenderci dei momenti di pura osservazione, per riorientare la bussola”. Perché, come scrive lo scrittore Frank Westerman nel “Passenger” dedicato all’Olanda, grandi o piccini: “Vogliamo vagare, ma senza perderci”.

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