Esteri / Attualità

Armi, la Norvegia blocca la vendita agli Emirati Arabi

Il ministero degli esteri di Oslo ha deciso di sospendere le licenze all’export di armi e munizioni al governo di Abu Dhabi, alleato dell’Arabia Saudita, anche se “nulla indica che in Yemen siano state utilizzate munizioni norvegesi”. Beretta (OPAL): “La decisione norvegese mette a nudo l’ipocrisia e l’inconsistenza della politica estera dei recenti governi italiani”

Londra, una protesta contro l'esportazione di armi © Alisdare Hickson via Flickr

“Sulla base di una valutazione globale della situazione nello Yemen e dei crescenti rischi associati all’impegno militare degli Emirati Arabi Uniti (EAU) nel Paese” il ministero degli Affari esteri della Norvegia ha deciso di sospendere le licenze già rilasciate per l’export di armi e munizioni verso lo Stato. La decisione è stata presa lo scorso 19 dicembre 2017 e comunicata ufficialmente con un comunicato stampa diffuso mercoledì 3 gennaio 2018. Il ministero sottolinea: “Nulla indica che nello Yemen siano state utilizzate munizioni norvegesi” ma la decisione di sospendere le licenze “riflette l’approccio precauzionale rigoroso adottato dalla Norvegia”, ha commentato il ministro degli Esteri norvegese Ine Eriksen Søreide.

“Si tratta di una decisione estremamente rilevante anche per l’Italia -commenta Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa (OPAL) di Brescia-. Tali materiali militari potrebbero venire utilizzati dalle forze armate degli Emirati nel conflitto in Yemen. Una valutazione di tipo precauzionale, quindi, che si aggiunge a quella già presa da tempo dal governo norvegese di vietare l’esportazione di sistemi militari all’Arabia Saudita per gli stessi motivi”. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, nel 2016 la Norvegia ha venduto armi e munizioni al governo di Abu Dhabi per un valore di 79 milioni di corone (9,7 milioni di dollari), il doppio rispetto ai 41 milioni di corone del 2015. Mentre l’Italia nel 2016 ha venduto armi e munizionamento agli Emirati Arabi per un valore di oltre 26 milioni di euro (in calo rispetto ai 39 milioni del 2015).

La decisione del governo di Oslo di sospendere le licenze per la vendita di armi e munizioni agli Emirati Arabi è arrivata dopo mesi campagne promosse da associazioni per la tutela dei diritti umani e da diversi parlamentari. Gli Emirati Arabi Uniti fanno parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita che dal 2015 è impegnata in un sanguinoso conflitto in Yemen contro i ribelli Houthi, che controllano il Nord del Paese e la capitale Sanaa. Una guerra che dura da oltre mille giorni e ha spinto sull’orlo della catastrofe un Paese già povero. In quasi tra anni di guerra sono state uccise oltre 10mila persone (circa 5.300 civili), mentre tre milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case. In un recente report, Oxfam denuncia come il blocco imposto dalla coalizione saudita renda difficile l’accesso ai beni essenziali come il cibo: più di 7 milioni di persone non fanno un pasto decente da mesi, mancano le medicine e scarseggia il carburante. Inoltre, quasi un milione di persone sono state contagiate dal colera.

La decisione del Governo di Oslo arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di una video-inchiesta del New York Times, in cui venivano fornite ulteriori prove dell’utilizzo di bombe prodotte in Italia (nello stabilimento della RWM a Domusnovas, in Sardegna) da parte dell’Arabia Saudita contro la popolazione civile in Yemen. Un’inchiesta che ha rilanciato anche gli interrogativi sollevati già da diverso tempo da Rete italiana per il disarmo e dai principali osservatori impegnati sul tema dell’export militare: l’Italia -si chiede il New York Times- sta violando la legge?

In base ai dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e di difesa (Opal) di Brescia, nel 2016 l’Italia ha esportato armi e munizioni in Arabia Saudita per un valore di circa 40 milioni di euro. Per un totale di oltre 122 milioni di euro nel periodo 2014-2016. “La decisione del governo norvegese mette a nudo ancora una volta l’ipocrisia e l’inconsistenza della politica estera dei recenti governi italiani. Affermare, come ha fatto nei giorni scorsi il ministero per gli Affari esteri a seguito dell’inchiesta del New York Times che l’Italia osserva in maniera scrupolosa il diritto nazionale e internazionale in materia di esportazione di armamenti e si adegua sempre e immediatamente a prescrizioni decise in ambito Onu o Ue non solo è una colossale menzogna, ma rappresenta una chiara rinuncia ad esercitare un ruolo attivo e propositivo in sede europea -sottolinea Beretta-. Ruolo che l’Italia dovrebbe esercitare sia perché il nostro è uno tra i Paesi fondatori dell’UE, sia in ragione della nostra Costituzione che impone il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” .

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