Ambiente

Non sono più amate sponde

Un quarto di secolo per documentare -a passo d’uomo- la metamorfosi delle coste italiane, tra cemento, porticcioli, erosione e abbandono dell’agricoltura La stessa inquadratura, se ripetuta dallo stesso punto dopo quasi un quarto di secolo, fotografa lo scempio delle coste…

Tratto da Altreconomia 110 — Novembre 2009

Un quarto di secolo per documentare -a passo d’uomo- la metamorfosi delle coste italiane, tra cemento, porticcioli, erosione e abbandono dell’agricoltura

La stessa inquadratura, se ripetuta dallo stesso punto dopo quasi un quarto di secolo, fotografa lo scempio delle coste italiane. Soltanto nel 30% dei casi si è trattato di stessa spiaggia stesso mare. Spesso i cambiamenti sono drastici e pregiudicano la riconoscibilità dei luoghi. Che importa se la nostra Costituzione parla di tutela del paesaggio e se perderlo vuol dire essere tutti (o quasi) più poveri? Viviamo il tempo del territorio riqualificato.

Le spiagge sono sempre più erose e solo i comuni ricchi si permettono arenili profondi grazie a ripascimenti e pennelli frangiflutto. La Liguria è senz’altro un esempio del nuovo modo di vivere la costa, tra nuovi waterfront e porticcioli turistici, parcheggi senza vita per yacht che alterano paesaggi ed equilibri fluviali e marini, determinando nuove erosioni. In Liguria la vegetazione infestante assedia le terrazze a ulivo e a vite, fa franare i muri a secco e i figli dei contadini fanno gli albergatori, spesso senza averne acquisito i cromosomi. Lo raccontava 50 anni fa Italo Calvino nel suo libro

La speculazione edilizia

(1957), lo hanno ribadito Preve e Sansa nel loro

Il partito del cemento

(Chiarelettere, 2008).

E lo testimoniano anche le foto di queste pagine: gli scatti raccolti nel 2008 e 2009, camminando 1.200 chilometri, zaino affardellato e borsa fotografica a tracolla, da Roma a Ventimiglia, un piede in terra e l’altro in mare, sono molto diversi dalle foto del 1985, quando percorrendo i 4mila chilometri a piedi lungo le coste peninsulari italiane fotografai per la prima volta le mie amate sponde (

r.carnovalini@paesaggioitaliano.it

www.camminamare.eu

). 

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