Ambiente / Opinioni

Non solo salutista, il cibo biologico deve rispettare i lavoratori

Tra consumatori e produttori c’è un patto su valori e obiettivi, il fondamento per appoggiare modelli di impresa inclusiva e sostenibile. La rubrica “L’ecologia tesa alla libertà” di Maurizio Gritta

Tratto da Altreconomia 228 — Luglio/Agosto 2020
© Goh Rhy Yan - Unsplash

Qualità del cibo, qualità dell’ambiente, qualità della vita. Mi occupo di agricoltura biologica con la Cooperativa Iris dal 1978 e ho sempre pensato che i prodotti da noi coltivati fossero la naturale conseguenza di un processo molto più ampio in cui il cibo sano fosse solo il risultato finale di una serie di azioni concrete, scelte di vita e professionali ben specifiche. Lavorare la terra con metodo biologico o biodinamico è importante ma non è sufficiente se non si affiancano aspetti etici, legali e ambientali. Ad esempio retribuire correttamente e regolarmente il personale senza discriminazioni razziali, religiose o di genere e informarli sulle motivazioni profonde che portano l’azienda a cercare di inquinare il meno possibile in modo che anche loro possano fare scelte più consapevoli.

Oppure adottare forme di energia pulita e sostenibile come quella fotovoltaica, solare, eolica, idroelettrica, geotermica tratta da risorse che si rinnovano nel tempo senza immettere nell’atmosfera sostanze contaminanti o che alterino il clima. E ancora, utilizzare metodi di irrigazione che permettano di sprecare meno acqua ed energia per diffonderla, scegliere materiali riciclati o riciclabili come la carta per ricoprire e proteggere il terreno durante le operazioni di pacciamatura, diminuire gli spostamenti non necessari con i mezzi di trasporto su ruota. Un altro aspetto è limitare e/o sostituire dove fattibile l’utilizzo di risorse fossili per la produzione. Esistono già diverse soluzioni, per esempio Iris ha trovato una trapiantatrice mossa ad aria compressa che permette di diminuire lo sforzo e il consumo di benzina da parte del trattore che la traina. Da ultimo, scegliere per il confezionamento dei propri prodotti la soluzione meno invasiva che ci si può permettere senza mai smettere di approfondire la ricerca in questo campo.

75%: secondo i dati del Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (SINAB), in Italia al 31 dicembre 2018 ci sono quasi due milioni di ettari coltivati ad agricoltura biologica: dal 2010 al 2018 sono aumentati di oltre il 75%

Un alimento biologico non dovrebbe essere solo salutista ma rispettoso dell’ambiente e della persona in tutti suoi passaggi di produzione e lavorazione. È fondamentale che clienti e fornitori abbiano gli stessi valori e obiettivi, solo un’insieme di relazioni di questo tipo può creare una comunità pronta a sostenere un modello d’impresa consapevole, inclusiva, ecologica e sostenibile. Ma come può il cittadino medio conoscere l’esistenza della Terra dei Fuochi o della quantità di polveri sottili presenti in Pianura Padana e l’effetto che possono avere su ciò che mangia quotidianamente?

Un’informazione corretta e diffusa in modo capillare, senza snobismi di sorta che ci hanno tenuto lontani dai media e canali di comunicazione più popolari, al servizio di un bene comune più grande e non di piccoli lobbysmi o interessi personali, è una delle vie da percorrere. Gli esseri umani sono solo una piccola componente del Pianeta ma spesso si comportano come se ne fossero i possessori e unici abitanti sfruttando oltre ogni limite le sue risorse; sarebbe molto più utile se tutto l’impegno e l’intelligenza che hanno portato alla scoperta della ruota, rendere l’acqua potabile, la penicillina e tutto ciò che ha reso grande l’evoluzione fossero diretti alla prevenzione, alla diminuzione dei consumi, alla salute nostra e dell’ambiente. Lavorare e progredire in armonia per una vita migliore invece di produrre, accumulare e sprecare. Proprio per questo Iris si è certificata EBC (Bilancio del Bene Comune) per avere una prova scritta e tangibile del proprio percorso e impegno per una qualità di vita complessiva.

Maurizio Gritta, agricoltore, è da sempre impegnato nella divulgazione delle tecniche di produzione biologica. Nel 1978 ha fondato insieme ad altri il progetto della cooperativa Iris

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