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On line la mappa delle “Mafie sotto casa” in Emilia-Romagna

Disponibile l’archivio dei “fatti” che vedono coinvolti la criminalità organizzata e si sono registrati in tutto il territorio regionale. Un progetto di formazione e informazione, autogestito, il cui obiettivo è “far notare agli emiliano-romagnoli che il problema è davvero la ‘mafia sotto casa’”, come racconta Gaetano Alessi, tra i promotori

Ingresso nell'aula speciale approntata per il processo "Aemilia", in corso a Bologna - https://www.youtube.com/user/Reggionline
Ingresso nell'aula speciale approntata per il processo "Aemilia", in corso a Bologna - https://www.youtube.com/user/Reggionline

“Non dobbiamo scrivere delle mafie come vogliono essere raccontate: sui media, oggi, sembra che in Emilia-Romagna il problema sia solo il processo ‘Aemilia’, con i suoi imputati legati alla ‘ndrangheta di Cutro e alla famiglia Grande Aracri, mentre esistono almeno altre 50 cosche, oltre a 7 mafie straniere”. Gaetano Alessi -che di mafie in Emilia-Romagna ha scritto anche per Altreconomia– spiega così l’esigenza di un “archivione”, come definisce “Mafie sotto casa”, il portale che raccoglie tutto il materiale cumulato nel corso degli ultimi 8 anni da attivisti impegnati nell’antimafia, da Rimini a Piacenza, passando per Ravenna e la Bassa padana. È andato on line a metà novembre, censendo 240 fatti di criminalità, ma il numero delle “bandierine” riportate sulla mappa è già più alto, “grazie anche alle segnalazioni da parte dei cittadini” continua Gaetano, che sottolinea l’importanza del lavoro volontario di una trentina di persone.

Tra loro c’è anche Massimo Manzoli, che vive a Ravenna: “Abbiamo voluto rendere ‘dinamiche’ le informazioni contenute nei dossier sulla criminalità mafiosa in Emilia-Romagna che abbiamo elaborato nel corso degli ultimi anni”, spiega. L’ultimo è “Tra la via Aemilia e il West”, ed è uscito all’inizio del 2016. Rispetto ai dossier, aggiunge Manzoli, “questo tipo strumento si presta molti più semplicemente ad essere aggiornato, ed è possibile lavorarci a più mani”. La possibilità di “visualizzare” la presenza mafiosa, inoltre, è molto utile nell’attività di educazione e formazione alla legalità, quella realizzata nelle scuole, dove a gennaio 2017 sono arrivate anche 3mila copie del fumetto “Mafie in Emilia”.

“Mafie sotto casa” passa in rassegna omicidi, estorsioni, roghi dolosi, l’elenco dei Comuni sciolti per mafia, sorvegliati speciali, obblighi di dimora, operazioni di polizia, processi in corso, aziende escluse dalla white list per i lavori pubblici, beni confiscati alle mafie. Il progetto è frutto del lavoro di una rete informale, e ha coinvolto “una trentina di persone che hanno lavorato per 3 mesi”, spiega Alessi.

Il progetto è totalmente auto-finanziato, anche grazie alle offerte raccolte dai curatori -che si definiscono la “banda”- nel corso degli eventi di presentazione in giro per tutta l’Emilia-Romagna. “Il fatto di essere in molti ci dà la possibilità di alternarsi -spiega Manzoli-: siamo tutti volontari. È importante parlare di ‘Mafie sotto casa’ perché stiamo entrando in una fase cruciale in Regione: nei prossimi mesi dovrebbe arrivare a sentenza di primo grado il processo Black Monkey (quello che vede imputati 15 presunti mafiosi, ndr), ma l’attenzione di livello mediatico è molto scesa. Serve mantenere alta l’attenzione perché la sensazione che si ha, sia seguendo il processo ‘Aemilia’ sia quello ‘Black Monkey’ è che la linea difensiva usi come argomento quello di una montatura dei giornali e dei giudici. Per questo è fondamentale essere presenti, e raccontare”. “Far notare agli emiliano-romagnoli che il problema è davvero la ‘mafia sotto casa’”, riassume Alessi.

In meno di due mesi il sito ha avuto circa 20mila visualizzazioni. Perché, conclude Gaetano Alessi, non si può affrontare il problema della mafia solo per “commemorare le vittime: si deve parlare di aziende, e anche di appalti assegnati in affidamento diretto”.
Un elenco, sommario, delle opere realizzate dei boss Alessi l’aveva fatto nel suo articolo per Altreconomia: “la ristrutturazione della Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’ampliamento e la ristrutturazione dell’aeroporto di Bologna e i servizi a terra dello stesso scalo, il progetto di ristrutturazione di Piazza Maggiore a Bologna. E ancora: la realizzazione del sottopasso di collegamento di via Cristoni e Pertini oltre la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno (Bo), alloggi e autorimesse a Budrio (Bo) e Forlì, case popolari a Bologna, Reggio Emilia e Modena”. “Mafie sotto casa” è un faro acceso ad illuminare questa realtà.

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