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L’ottava piaga

Le locuste, l'ottava piaga che Dio mandò sull'Egitto, stanno divorando pascoli e raccolti nel Sahel e i loro sciamo risalgono verso nord. La Fao stima che la voracità di questi insetti potrebbe ridurre del 25% la disponibilità di alimenti nella regione, portando a una emergenza umanitaria di enormi dimensioni www.fao.org/news/global/locusts/Locuhome.html).

L'unico modo per fermare le cavallette è un intervento precoce, quando gli insetti sono ancora allo stato di larva e non sanno volare. In effetti l'allarme era stato lanciato già nel settembre dello scorso anno, ma i fondi per gestire l'intervento non sono arrivati in tempo. Ancora oggi l'UnioneEuropea non ha sbloccato i fondi promessi, come ricorda Marinella Correggia in un articolo apparso sul Manifesto di qualche giorno fa (16 ottobre, reperibile al sito www.ilmanifesto.it). E il ritardo degli interventi è occasione dell'ennesima polemica tra Stati Uniti e Nazioni Unite, con l'ambasciatore USA alla Fao che accusa l'organizzazione di cattiva utilizzazione dei fondi.A pagare il prezzo dei ritardi sono, come al solito, le popolazioni dei paesi più poveri del mondo.Anche l'Australia è minacciata da una invasione di locuste, ma qui lo stato ha già distribuito grandi quantità di pesticidi e ha preparato allevatori e agricoltori all'intervento, stanziando prontamente i fondi necessari.(http://www.ansa.it/main/collezioni/maincollection/awnplus_mondo/2004-10-14_2951946.html).Le cavallette che risalgono dal Sahel arriveranno sulle sponde del Mediterraneo tra qualche mese, e potrebbero anche attraversarlo. Forse i governi europei proporranno dei “campi di accoglienza” sull'altra sponda.

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