Economia

L’impatto di Coca-Cola

Le "risorse economiche" generate dalla filiale italiana della multinazionale sarebbero pari a 815 milioni di euro, allo 0,05% del PIL, secondo un report commissionato alla SDA Bocconi. Oltre il 40% -334 milioni di euro- derivano dalle imposte sui prodotti Coca-Cola, e quindi rappresentano somme versate all’erario dai cittadini italiani. Il contributo diretto allo Stato è invece di 37 milioni di euro (per un’azienda che fattura circa un miliardo)

Secondo Coca-Cola, Coca-Cola in Italia genera lo 0,05% del prodotto interno lordo. Nell’anno dell’Expo, serviva una risposta da dare a chi protesta per la partecipazione della multinazionale come Official Soft Drink Partner dell’Esposizione Universale di Milano (leggi qui "Tutti gli sponsor di Expo").
Servivano numeri, ed ecco la ricerca “Coca-Cola in Italia: l’impatto economico e occupazione nel 2014”, finanziata dall’azienda e realizzata dalla Divisione ricerche “Claudio Dematte” di SDA Bocconi School of Management. 

Il dato più significativo riguarda proprio l’impatto economico. Coca-Cola “genera” in Italia 815 milioni di euro di risorse, pari appunto allo 0,05 per cento del PIL. Dentro questi 815 milioni di euro, però, ci stanno molte cose, e diverse tra loro: “Sono le ‘risorse economiche’ che Coca-Cola distribuisce nel sistema economico, quelle che vanno alle famiglie, cui l’azienda paga uno stipendi, alle aziende da cui acquista beni e servizi, e allo Stato, tramite la tassazione” spiega ad Altreconomia il professor Fabrizio Peretti, che insegna Strategia e Imprenditorialità.
Si scopre così che il monte stipendi annuo per gli oltre 2mila dipendenti del gruppo è di 78 milioni di euro, e che ogni anno Coca-Cola acquista da imprese italiane beni per 366 milioni di euro. Il contributo diretto allo Stato è invece di 37 milioni di euro (per un’azienda che fattura circa 1 miliardi di euro).
Le “risorse economiche” mobilitate da Coca-Cola sono così 481 milioni di euro, cui devono essere aggiunti -per arrivare a 815 milioni di euro- altri 334 milioni di euro che derivano dalle imposte sui prodotti Coca-Cola, e quindi rappresentano somme versate all’erario dai cittadini italiani che acquistano i prodotti imbottigliati su licenza della The Coca-Cola Company

“Il nostro lavoro non contempla un’analisi qualitativa, ma solo quantitativa: non diamo un giudizio sulla congruità dell’imposizione” chiarisce Peretti, quando chiediamo se i 37 milioni di euro comprendono tanto le tasse sul lavoro dipendente (i “contributi”) e sul reddito d’impresa e i canoni di concessione pagati per l’approvvigionamento di acqua nei 5 stabilimenti produttivi del gruppo, dal più grande di Nogara (VR) fino a quelli lucani che imbottigliano acque minerali (leggi l’inchiesta "La formula segreta").

“Gli obiettivi della ricerca erano semplici: ci hanno chiesto di valutare solo l’impatto economico (risorse che distribuiscono) e l’occupazione. Per quanto riguarda il lavoro, non ci siamo chiesti se questi lavoratori sono soddisfatti o meno, ma abbiamo fornito un dato” spiega Peretti.

Coca-Cola in Italia occupa circa 2mila dipendenti. “Indirettamente”, però, le attività della multinazionale coinvolgono circa 26mila persone. “Per calcolare questo dato abbiamo prima distinto tra due livelli, fornitori diretti e indiretti di Coca-Cola. Abbiamo ricevuto la lista di tutti i fornitori, con i costi che Coca-Cola ha sostenuto e in base a questo -dopo aver scelto un campione di fornitore appartenenti a diversi ambiti, e averli contattati direttamente per capire quanto del loro giro d’affari era connesso a Coca-Cola- abbiamo valutato ‘quanto vale’ la relazione di Coca-Cola per ognuno di loro. Poi ci sono i ‘fornitori dei fornitori’, e qui il dato è stato estrapolato utilizzando modelli e dati ISTAT” racconta Peretti.

Ai partner di Coca-Cola i ricercatori di SDA Bocconi hanno chiesto anche quale sarebbe l’impatto occupazionale in caso di una riduzione del rapporto commerciale con Coca-Cola. Ci sono aziende che dipendono interamente dalle multinazionale. La ricerca, così, si chiude dando al decisore politico la dritta per una risposta da dare a chi chiede di inasprire, ad esempio, il canone di concessione per l’imbottigliamento: “Nell’ipotetico scenario [di un abbandono del Paese da parte di Coca-Cola, ndr] le conseguenze nel sistema Italia nel breve termine sarebbero la perdita di 481 milioni di euro e di circa 9.300 lavoratori, da cui dipendono, totalmente o parzialmente, oltre 25mila persone”. Che significa: state attenti, che se lasciate scappare Coca-Cola l’Italia starà peggio.

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