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L’Ikea raddoppia in Italia. E comincia dal Friuli

Ikea Italia torna in copertina. Mercoledì 21 ottobre l’azienda, nata in Svezia ma olandese per motivi fiscali, inaugura un nuovo punto vendita, il sedicesimo nel nostro Paese. È a Villesse, in provincia di Gorizia, frutto di un investimento di 65…

Ikea Italia torna in copertina. Mercoledì 21 ottobre l’azienda, nata in Svezia ma olandese per motivi fiscali, inaugura un nuovo punto vendita, il sedicesimo nel nostro Paese. È a Villesse, in provincia di Gorizia, frutto di un investimento di 65 milioni di euro. 33mila metri quadrati di esposizione, 255 addetti e un bacino d’utenza che spazia dal Friuli-Venezia Giulia alla Slovenia al Nord della Croazia. Nel parcheggio c’è posto per 1.800 auto, e a servizio del megastore è stato costruito anche un cavalcavia.
È così che, dalla prossima settimana, Ikea inizierà a vendere sedie, divani e mobili a chi li ha sempre prodotti, nel cuore di uno dei più importanti “distretti del mobile” italiani. Dal Friuli, infatti, arriva l’1,5% di tutti i prodotti distribuiti dal gigante olandese nel mondo (il 19% di quelli acquistati da fornitori italiani, con il nostro Paese che si è confermato anche nel 2008 il terzo fornitore Ikea a livello mondiale, con l’8 per cento della merce venduta).
Per corteggiare la multinazionale, il vice-presidente della Regione Luca Ciriani (Pdl) si spinge oltre: “Agli svedesi non solo chiederemo di non dimenticare i nostri mobilieri -ha detto in un’intervista al Corriere della Sera- ma proporremo di spostare la sede legale italiana nella nostra regione. Siamo a statuto speciale e quindi godiamo di prerogative che anticipano il federalismo fiscale. E quindi se Ikea versasse le tasse da noi ne avremmo vantaggi reciprochi”. Se Ikea versasse le tasse, perché in realtà il “trucco olandese” e un eccellente pianificazione fiscale permette all’azienda della famiglia Kamprad di spostare gli utili dalle controllate nel nostro Paese in Olanda, Lussemburgo e alle Antille olandesi.
E se l’intero comparto esce da un anno di crisi mondiale (le vendita sono crollate un po’ ovunque, del 25% in Italia), Ikea esce dagli ultimi dodici mesi rafforzata: secondo un comunicato diffuso dall’azienda, “Ikea Italia chiude l’esercizio con un fatturato di 1.382 milioni di euro e un incremento del 3,8%, crescita che sale al + 4.5 per il comparto dei mobili”. Il nostro Paese è il quinto mercato, dopo Germania, Usa, Francia e Gran Bretagna.
Così Ikea torna a parlare dei piani di sviluppo nel nostro Paese: l’amministratore delegato Roberto Monti, a Firenze ad inizio settembre per festeggiare il restyling (con relativo allargamento) del negozio di Sesto Fiorentino, ha annunciato investimenti per 1,5 miliardi di euro nei prossimi 4 anni, per raddoppiare i punti vendita. Oltre a Villesse, Ikea punta all’espansione nel centro sud, con apertura a Salerno (entro il primo semestre 2010), Pisa, Catania, Pescara e Roma (il terzo negozio). Entro la metà del 2010 dovrebbe essere inaugurato anche il terzo punto vendita milanese (a San Giuliano).
È sparito, invece, ogni riferimento all’apertura di un secondo deposito merci a Benevento, nell’ambito della piattaforma logistica che il Comune sta progettando nella città campana. L’investimento del colosso olandese era “il fiore all’occhiello della idea che ha suggestionato gli amministratori comunali”, secondo l’associazione Altrabenevento. A fine luglio, però, il dietrofront di Ikea che -stando a un articolo della Gazzetta di Benevento– avrebbe inviato una lettera al Comune chiedendo una proroga e un’opzione sull’investimento da esercitare entro luglio 2011.

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