Finanza

L’etica alla prova dei fondi – Ae 35

Numero 35, gennaio 2003Banca Etica lancia i propri fondi comuni che investono solo in aziende e titoli di Stato certificati da un advisor etico indipendente. E tra gli Stati consigliati non compare l'Italia. Ecco perchéLa notizia più clamorosa se l'è…

Tratto da Altreconomia 35 — Gennaio 2003

Numero 35, gennaio 2003

Banca Etica lancia i propri fondi comuni che investono solo in aziende e titoli di Stato certificati da un advisor etico indipendente.
E tra gli Stati consigliati non compare l'Italia. Ecco perché

La notizia più clamorosa se l'è lasciata scappare Marco Vitale, vicepresidente della Popolare di Milano e consigliere di amministrazione di Etica sgr, la nuova società di gestione del risparmio che fa capo alla Banca Popolare Etica: “I titoli di Stato italiani sono fuori del portafoglio etico”. A via Copernico a Milano, sede della società, non possono confermare né smentire, perché in queste settimane il prospetto informativo è all'approvazione della Consob, l'organismo di controllo della Borsa, e quindi non è ancora pubblico. Ma stando ai criteri scelti da Etica sgr, la notizia è molto plausibile.

La nuova società che da gennaio -probabilmente da fine mese, stando ai tempi della Consob- comincerà a collocare i fondi di investimento di Banca Etica, ha infatti deciso di avvalersi come advisor etico di Ethibel, una società belga leader in Europa nel rating sociale e ambientale, e i criteri di Ethibel sui titoli di Stato prendono in considerazione indicatori come la corruzione e la concentrazione dell'informazione nei vari Paesi. L'Italia, manco a dirlo, ne esce male. Così Etica sgr si troverà a muoversi in controtendenza rispetto alla stessa banca. Banca Etica infatti ha investito massicciamente nei mesi scorsi in titoli del tesoro italiani per esigenze di tesoreria, cioè per collocare quella parte di risparmio -più di metà della raccolta- che non viene ancora impiegata.

Etica sgr è stata costituita il 5 dicembre 2000 da Banca Etica, che ha messo il 51% del milione di euro circa di capitale, e Banca Popolare di Milano, con il restante 49%. L'esigenza di lanciarsi nella gestione di fondi di investimento è stata più volte spiegata con la “crescente domanda di finanza etica espressa da molti risparmiatori” che però chiedono anche di valorizzare il proprio risparmio sui mercati finanziari. Dunque occorre “andare ad incidere in un settore dove ormai si sta orientando la gran parte del denaro raccolto”. Infatti la cosiddetta raccolta indiretta, il risparmio gestito appunto sui mercati finanziari, ha da tempo superato nei bilanci delle banche la raccolta diretta, destinata ad alimentare i crediti.

Obiettivo della nuova Etica sgr: raggiungere in tre anni oltre 500 milioni di euro di raccolta. Nel settembre di quest'anno la compagine sociale si è ampliata e il capitale sociale è stato aumentato a 2 milioni 200 mila euro. Ora Banca Etica ha il 38,06% del capitale, la Popolare di Milano è scesa al 27,84%, mentre sono entrate Iccrea Holding, la capogruppo delle banche di credito cooperativo, con il 22,72% del capitale e la Banca Popolare di Sondrio con l'11,36%.

Gli accordi tra i soci, validi per ora cinque anni, prevedono però che il controllo resti a Banca Etica. Infatti nel Consiglio di amministrazione di otto membri, Banca Etica ne nomina quattro compreso il presidente, il cui voto in caso di parità vale doppio. Il meccanismo consentirà di considerare Etica sgr pienamente parte del gruppo bancario Banca Popolare Etica.

Presidente è dunque, dal 10 ottobre scorso, Fabio Salviato e in Cda Banca Etica è presente anche con Gabriele Giulietti, Fabio Silva e Giulio Tagliavini. Marco Vitale e Sandro Antoniazzi rappresentano la Popolare di Milano, mentre per Iccrea c'è il direttore generale Luigi Dante e per la Popolare di Sondrio il direttore Mario Alberto Pedranzini.

“La presenza di un vicepresidente e di due direttori generali indica che le banche partner scommettono ad alti livelli su questa impresa” commenta Luca Mattiazzi, che è il direttore operativo di Etica sgr.

Il processo per avviare l'operatività nel risparmio gestito è durato due anni. Era necessario naturalmente avere le opportune autorizzazioni da Banca d'Italia e dalla Consob – il regolamento è stato approvato il 12 dicembre scorso e ora, appunto, si attende il via libera al prospetto informativo. Ma è stato fatto anche un lavoro approfondito per offrire quanto c'è di meglio in Europa nel campo delle garanzie di carattere etico sugli investimenti. La scelta di operare in mercati segnati dalla speculazione ha infatti provocato un certo dibattito tra i soci di Banca Etica, anche se forse non così ampio come ci si sarebbe potuto aspettare.

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“Cominciamo proponendo tre fondi di investimento denominati 'Valori responsabili'” spiega Mattiazzi. “Valori responsabili monetario investe in strumenti a breve termine, Valori responsabili obbligazionario misto investe in azioni un massimo del 20% e in obbligazioni di imprese e titoli di Stato il resto, mentre Valori responsabili bilanciato investe in azioni per un massimo del 70%”. Sottoscrizione minima 1.000 euro, distribuzione attraverso le reti delle banche socie. Non sono ancora pubblici i dettagli sui costi, ma è sicuramente previsto che lo 0,1% delle commissioni venga destinato ad un fondo di garanzia di progetti di microcredito presso Banca Etica.

“Per la scelta dei titoli -prosegue Mattiazzi- ci avvaliamo come advisor etico della consulenza di Ethibel, società belga che da dieci anni lavora nel rating etico e che non ha gestione propria di patrimoni e quindi potenziali conflitti di interesse”. Ethibel è stata costituita nel 1992 da un gruppo di organizzazioni non governative e della finanza solidale belghe tra cui Pax Christi, Crédal, Hefboom, il Réseau Financement Alternatif. In questi anni si è conquistata la fama -meritata- di “migliore pratica” in Europa nel campo della valutazione etica degli investimenti.

Ethibel valuta aziende, Stati, organismi internazionali i cui titoli siano presenti sulle principali piazze finanziarie e costruisce un registro dei titoli “accettabili”. L'analisi sulle imprese è a tutto campo: politica sociale interna, in particolare le condizioni dei lavoratori; politica ambientale; politica sociale esterna, cioè le relazioni con la comunità e il contributo allo sviluppo sostenibile; politica etico-economica, cioè i rapporti con i fornitori, i consumatori, le istituzioni pubbliche.

Ethibel classifica i suoi criteri come “di quarta generazione”, non solo perché vanno oltre i tradizionali criteri di esclusione (no alle armi o al tabacco) e di inclusione (ad esempio energie rinnovabili) basati sul prodotto, ma soprattutto perché le informazioni per definire il profilo della società sono tratte da un ampio arco di fonti della società civile (ong, sindacati, associazioni).

Il registro delle imprese di Ethibel comprende attualmente circa 240 titoli. 155 di essi costituiscono il portafoglio dell'Ethibel Sustainability Index Global, un indice di riferimento -benchmark- per i fondi etici. Le imprese italiane presenti sono solo quattro: Italgas, Merloni Elettrodomestici, Telecom Italia Mobile e Unicredito Italiano.

Per quanto riguarda gli Stati, la società belga opera una preselezione sulla performance democratica, sulla base degli studi dell'organizzazione statunitense Freedom House. Gli Stati che hanno superato questa selezione sono 60. A quel punto si passa all'analisi di cinque aspetti di politica nazionale: corruzione e libertà di stampa, ovvero concentrazione dei media; condizioni sociali; condizioni economiche (inflazione, disoccupazione); politica ambientale (emissioni di CO2, uso di pesticidi…); politica per lo sviluppo internazionale (tra l'altro, aiuti ai Paesi poveri). Il gruppo dei “migliori” comprende solo 17 Paesi e fra essi, come detto all'inizio, non c'è l'Italia.

“Noi comunque non ci fermiamo alle valutazioni di Ethibel -precisa Mattiazzi-. Le indicazioni dell'advisor sono sottoposte al Comitato etico di Etica sgr, attualmente lo stesso di Banca Etica, che quindi ha un ruolo molto attivo, potendo indicare criteri aggiuntivi di selezione. Il nostro registro viene infine approvato dal Cda e comunicato al gestore vero e proprio dei fondi, che è Bipiemme Gestioni”.

La società di gestione della Popolare di Milano, che a sua volta è la banca depositaria dei fondi, svolgerà il più tradizionale compito di investire effettivamente sui mercati, facendo le tipiche analisi finanziarie e tecniche e comprando e vendendo con l'obiettivo del risultato economico. Il portafoglio però si muoverà all'interno del registro etico. In questa prima fase il Comitato etico di Etica sgr ha già deciso di escludere totalmente le società dei settori petrolifero, bancario e assicurativo, un criterio più restrittivo di Ethibel.

Ma il rendimento a cosa sarà commisurato? “Per i fondi ora c'è l'obbligo di indicare il benchmark -risponde Mattiazzi-. Abbiamo deciso di non riferirci all'Indice etico di Ethibel, appunto perché operiamo una ulteriore selezione dei titoli, e di adottare come benchmark una composizione di indici tradizionali”. L'obiettivo, ovviamente, è di far meglio.

In effetti anche in questo periodo di vacche magre in Borsa i fondi di investimento socialmente responsabili hanno retto meglio degli altri. L'indice di Ethibel segnala risultati migliori dello Standard & Poor's. I fondi etici obbligazionari italiani riescono ad ottenere rendimenti moderatamente positivi. Ma le perdite, soprattutto nel comparto azionario e anche a due cifre percentuali, non mancano.

“Socialmente responsabili non significa privi di rischi -sottolinea il direttore di Etica sgr-. Certo, il fondo monetario è a basso rischio, ma non dobbiamo dare ai risparmiatori prospettive illusorie”. “L'importante -conclude Mattiazzi- è offrire il massimo di trasparenza. Sul nostro sito Internet, che tra breve sarà attivo, si troveranno tutti i dettagli degli investimenti, compresa la lista dei titoli e le schede delle società”.!!pagebreak!!

Piccolo dizionario dei fondi
Il fondo comune di investimento è un patrimonio formato con il risparmio di diversi sottoscrittori. A ciascuno di essi viene riconosciuto un determinato numero di quote, proporzionato al deposito effettuato. Il fondo viene investito in titoli da una società di gestione, che lo amministra e che si avvale di banche o Sim (società di intermediazione mobiliare) per distribuirlo.
Il valore delle quote varia quindi di giorno in giorno, a seconda del valore dei titoli di cui si compone il portafoglio del fondo, e varia di conseguenza il valore del capitale sottoscritto da ciascun risparmiatore.
Il guadagno ottenuto con la variazione di valore delle quote si chiama performance o rendimento.
L'investimento può essere in azioni, obbligazioni, titoli di Stato, e i fondi sono classificati secondo una tipologia in base alle percentuali massime di titoli di un tipo o di un altro dichiarate al momento della costituzione. Possono esserci quindi fondi “azionari”, “obbligazionari” o “bilanciati”; nonché fondi dell'area euro, o dell'area dollaro, o investiti su titoli dei “Paesi emergenti” ecc.
I fondi prevedono commissioni a carico del sottoscrittore: commissioni di “ingresso” e di “uscita” dovute al fondo; commissioni di “gestione” e, eventualmente, di “incentivo” dovute alla società di gestione.

Nasce la Banca etica europea?
È stata costituita il 2 dicembre scorso a Trento Sefea scarl, Società Europea Finanza Etica e Alternativa, l'ente consortile promosso da un gruppo di banche etiche e cooperative europee con l'obiettivo di arrivare ad una “cassa centrale” della finanza etica in Europa. I soci fondatori sono dieci. Il principale è il francese Crédit Coopératif, con un apporto iniziale di 150 mila euro, insieme alla Cassa Centrale delle Rurali di Trento, alla Banca Popolare Etica e alla francese Nef con una quota di 30 mila euro ciascuno. Altri sei organismi della finanza etica con sedi in Francia, Belgio e Polonia partecipano con quote di 15 mila euro ciascuno. A regime il capitale sociale sarà portato a tre milioni di euro. Presidente è stato nominato il presidente di Banca Etica Fabio Salviato.

Il resto del mercato
Lanciati dalle banche tradizionali come risposta all'emergere del tema della finanza etica, i fondi di investimento socialmente responsabili oggi hanno migliorato il proprio profilo, affidando la selezione degli investimenti a istituti specializzati come Avanzi e E.Capital-Partners. Nell'ultima edizione del “Manuale del risparmiatore etico e solidale”, a cura dell'Associazione Finanza Etica (Afe), i fondi sono passati al vaglio della valutazione etica. I migliori risultano i fondi del “Sistema etico” del Sanpaolo, avviati già nel 1997 e in testa anche per volumi di raccolta. Più modeste le cifre, e il rating etico, dei prodotti di Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Lodi (Bipielle), Credito Emiliano. Solo all'inizio del percorso fondi come Aureo Wwf Pianeta Terra di Iccrea-Banche cooperative, partito a ottobre. Le performance, migliori in media di quelle dei fondi in generale, sono però nell'ultimo anno pesantemente negative per i fondi azionari, mentre tengono quelli obbligazionari.

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