Cultura e scienza / I nostri libri

Le cose che ci rendono umani: il sassolino negli ingranaggi digitali

La società digitale è solo l’ennesima faccia del capitalismo e noi siamo parte del meccanismo. Ma non tutti si sono arresi alla smaterializzazione forzata: c’è chi legge libri di carta, scatta fotografie analogiche, ascolta vinili. E non solo

Tratto da Altreconomia 221 — Dicembre 2019

Ci sarà pure un perché. Perché molti di noi preferiscono ancora un cameriere, anche se distratto, a un tablet, un biglietto d’auguri a un sms, un album di foto a uno slideshow. Ce lo siamo chiesti io e Angelo Miotto, due figli degli anni 60. Perché in una società sempre più immateriale e virtuale continuiamo a vergare testi sulla carta, a far suonare un ellepì, a scattare foto di famiglia con la Polaroid, nonostante le performance spesso siano inferiori (o comunque diverse)? Perché il vinile non è scomparso -anzi- e l’ebook non ha sfondato il soffitto di carta? E così via. La risposta non è che siamo passatisti o modaioli, ma che c’è e ci sarà sempre un segreto piacere, un’emozione che risiede nella materia e nelle relazioni. Questo libro racconta dunque la “rivincita delle cose”: il piacere di tenere in mano un libro e pure di annusarlo, il graffio della puntina sul vinile, il lampo del “cubetto” flash, il beep dell’Allegro chirugo, la lippa invece della consolle Wii e un concerto senza migliaia di smartphone che coprono la visuale. Non vogliamo contrapporre un impero digitale e una ribellione analogica e neppure evocare nei lettori facili nostalgie, ma ragionare sul potere della realtà e sulla caducità di presunti nuovi mondi come Second Life (a proposito: qualcuno ricorda cos’è?).

In sintesi, questo libro -in carta e colla- è un invito a riflettere, attraverso storie di cose e persone, sull’intelligenza degli oggetti, sul loro valore relazionale e sul senso di attività umane che non devono essere cancellate con un semplice delete. Un libro che si colloca impudicamente tra il saggio e il puro divertissement e canta gli epici duelli tra i pesanti volumi e gli agili reader, tra Google maps e Tuttocittà, tra Polaroid e iPhone 11, tra stampante 3D e tornio. E così via.

Gli autori cercano di non fare troppo il tifo, beninteso, ma non riescono a dissimulare un po’ di disagio quando si parla di ragazzi (e adulti) che guardano un’opera d’arte o un concerto rock attraverso uno schermo. Oppure di fronte alle manifestazioni più tristi di “analfabetismo funzionale”, spesso causate da eccesso di deviceTroverete autorevoli voci a testimoniare le differenze tra un file e un quaderno, tra una fedele “incisione” e un Mp3 compresso, tra un taglierino e una laser cutter: come quella dello scrittore Paolo Cognetti, del compositore – e assessore alla Cultura del Comune di Milano – Filippo Del Corno e dell’innovatore rinascimentale Massimo Temporelli, fondatore di TheFabLab.

Ma la questione diventa, lo avrete intuito, politica ed epocale una volta constatato che ci sono in campo le multinazionali della Rete. La conclusione è una sola: l’immensa libertà e le infinite possibilità che ci consente la rivoluzione digitale saranno poca cosa o financo negative se non saremo in grado di contenere la mercificazione forzata di ogni nostro desiderio ed emozione, di piegarle a una visione di vero benessere comune e di utilizzarle per rendere il mondo meno diseguale. Questo libro -in sintesi- non vede la luce per scomunicare la tecnologia, né per giocare a mettere contro digitale e analogico, intelligenza umana e intelligenza artificiale, innovazione estrema e retromania, virtuale e reale, ma per riflettere sulla nostra umanità che viene quotidianamente erosa -a dispetto della realtà cosiddetta “aumentata”- dal frapporsi abitudinario di uno strumento tecnologico tra noi e un tramonto, un Cezanne, il volto di chi amiamo.

Così chiosa lo scrittore e giornalista Alessandro Robecchi nella scintillante prefazione: “Eppure mi chiamano forte, mi reclamano, a volte, certi piaceri tattili. Certe superfici ruvide e porose dove ti sembra di sentire il rumore di una penna che scrive, il disco che gracchia un po’, la macchina che chiede vibrando la doppietta tra prima e seconda, quei pomeriggi di devastante adolescenza in cui dicevi al tuo amico: ‘Ok, porto i dischi’, e non ‘Ti mando un file’”.


in dettaglio

NON CON I MIEI SOLDI!                   
IL RITORNO DI UN GRANDE CLASSICO

Torna in libreria un grande classico, rivisto e aggiornato, con due capitoli nuovi di zecca, che fanno il punto sulla crisi finanziaria a più 10 anni dal suo inizio e introducono alle misteriose criptovalute.

La finanza globale nel frattempo è rimasta un sistema ipertrofico, inefficiente, insostenibile, in cui pochissime persone si arricchiscono, scommettendo sul fallimento di interi Paesi, investendo (i nostri soldi) in progetti nocivi per l’ambiente oppure speculando sul cibo, fino all’esplosione della prossima “bolla”. Ripartiamo allora dall’“ABC” finanziario e dai fondamentali della finanza fino ad arrivare -lezione dopo lezione- al master in Finanza Etica.
Sì, perché tutti possiamo investire i nostri soldi in progetti a favore delle persone e dell’ambiente. Il libro è realizzato in collaborazione con la Fondazione Finanza Etica. La copertina è di Andrea De Santis.

“Non con i miei soldi! Manuale di autodifesa ed educazione critica alla finanza”, di Andrea Baranes, Ugo Biggeri, Andrea Tracanzan, Claudia Vago e Domenico Villano, 144 pagine, 14 euro, Altreconomia.


in dettaglio

UPPA, MA QUANDO ARRIVIAMO?
IN VIAGGIO CON I BIMBI

Viaggiare con i propri figli è un’esperienza tra le più belle e appaganti che un genitore possa immaginare. Certo, ma se i bimbi sono ancora piccoli o piccolissimi? Niente paura: basta qualche accorgimento per rendere “l’avventura” rilassante e children friendly.

“Quando arriviamo?” colleziona 50 proposte di viaggio in Italia a misura di famiglia. Ognuno dei dieci capitoli è poi accompagnato da una scheda curata dagli autori di UPPA, con informazioni, approfondimenti e consigli per vivere il viaggio in piena sicurezza. Con lo zampino di Altreconomia.

“Quando arriviamo? 50 avventure per grandi e piccoli alla scoperta dell’Italia”, di Milena Marchioni, 192 pagine, 22 euro, Uppa edizioni. In vendita sul sito uppa.it

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