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La carta di “Avviso pubblico”

Buona amministrazione, lotta a conflitti di interessi e clientelismi. A due anni dalla Carta di Pisa ecco il nuovo codice per la “buona politica” della rete che racchiude oltre 300 enti locali — 
 

Tratto da Altreconomia 166 — Dicembre 2014

"Con questo codice non si delega solo alla legge l’impegno alla buona amministrazione e al mantenimento della carica di pubblico amministratore”. Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico, ha illustrato così il senso della “Carta di Avviso Pubblico”, il codice etico-comportamentale che la rete nazionale di quasi 300 enti locali impegnati in progetti di formazione civile contro le mafie ha presentato a Contromafie -gli stati generali dell’antimafia organizzati da Libera- dal 23 al 26 ottobre a Roma, alla presenza del ministro Maria Carmela Lanzetta e della presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. La Carta è stata elaborata da un gruppo di esperti (politologi, giuristi, funzionari pubblici, rappresentanti di associazioni) e amministratori locali, coordinato dal professor Alberto Vannucci, ed essa integra, con nuovi contenuti, e tenendo conto delle leggi antimafia e anticorruzione nel frattempo approvate dal Parlamento, la Carta di Pisa, il codice presentato nel febbraio 2012. La Carta è stata redatta in modo partecipativo. Diversi soggetti e realtà associative hanno potuto inviare al gruppo di lavoro le loro osservazioni e proposte, le quali sono state considerate tanto nella fase di discussione quanto in quella di elaborazione dei suoi contenuti. Già dalla sua genesi la Carta si propone come uno strumento pratico di prevenzione della corruzione, delle mafie, del malaffare e della cattiva amministrazione.

Il Codice proposto da Avviso Pubblico non va letto e inteso come un insieme rigido di disposizioni “calate dall’alto”. Al contrario, esso si pone come strumento aperto, come un possibile punto di riferimento per l’elaborazione di qualsiasi altro codice di condotta per amministratori pubblici di cui un ente locale intenda dotarsi. Composta da ventitré articoli, la Carta indica concretamente come un amministratore pubblico può declinare nella propria attività quotidiana i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione, stabilendo una serie di impegni, regole e vincoli. Fra questi: divieto di ricevere regali, contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo e alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, nomine basate esclusivamente sul merito, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini, obbligo di rinuncia alla prescrizione e alle dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravissimi reati di mafia e corruzione. Le disposizioni della Carta di Avviso Pubblico sono assai esigenti nei confronti degli amministratori pubblici che l’adottano. Questi ultimi, infatti, sono chiamati a un forte e credibile impegno di trasparenza e di responsabilità, il cui rispetto può restituire moltissimo in termini di costruzione, o ri-costruzione, della fiducia e della legittimazione agli occhi dei cittadini. Non solo. La Carta può contribuire a costruire quella amministrazione pubblica trasparente ed efficiente che “costituisce un primo requisito indispensabile per combattere la corruzione e l’uso improprio delle risorse pubbliche”, come ha ricordato recentemente Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia.

La Carta di Avviso Pubblico è scritta con un linguaggio semplice perché è pensata come uno strumento rivolto anche ai cittadini, i quali possono avvalersi delle sue disposizioni per esercitare un controllo democratico sull’operato dei rappresentanti che, con il loro voto, hanno eletto in un’amministrazione comunale o regionale. In tal senso, la Carta di Avviso Pubblico è, soprattutto, uno strumento volto a difendere e a diffondere la buona politica e la buona amministrazione, puntando sull’impegno civile condiviso di amministratori pubblici e cittadini elettori.
Il primo comune italiano ad averla adottata è stato quello di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Vedremo, sul sito di Avviso Pubblico, quanti altri enti locali e singoli amministratori sottoscriveranno la Carta nei prossimi mesi.

La Carta di Avviso Pubblico può essere scaricata cliccando su questo link:
avvisopubblico.it/home/progetti/progetti-in-corso/carta-di-avviso-pubblico/

* Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie”

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