Diritti

Grazie Gheddafi

La visita di Gheddafi in Italia ha un grande merito: sta mettendo in luce lo stato penoso della politica e dell’informazione del nostro paese. Il "leader libico", come lo chiamano ministri e giornalisti, è uno dei più longevi autocrati del mondo,…

La visita di Gheddafi in Italia ha un grande merito: sta mettendo in luce lo stato penoso della politica e dell’informazione del nostro paese. Il "leader libico", come lo chiamano ministri e giornalisti, è uno dei più longevi autocrati del mondo, il più antico del mediterraneo. Con il suo duro regime, che non ammette oppositori, né libertà politiche e e associative e tanto meno media indipendenti, stiamo cinicamente facendo affari e  scellerati patti di impriogionamento di migranti e richiedenti asilo. Sono patti così vergognosi che se ne conoscono solo i sommi capi. Per renderli meno evidenti, li copriamo sotto le melmose spoglie verbali di presunti "accordi" per la lotta all’immigrazione clandestina.

Gheddafi è il partner principale di quel "partito della xenofobia" che è trasversale al mondo politico-istituzionale e che annovera i maggiori media del paese, allegramente al servizio di chi teorizza e pratica l’insensata e antidemocratica politica detta dei "respingimenti" in mare. Il dittatore libico, con i suoi provocatori effetti speciali, sta mettendo alla berlina le nostre ipocrite strutture politiche e informative: se ne fa gioco, sa che in Italia non osiamo mettere in discussione il suo impresentabile regime e i nostri patti con lui.

Siamo al suo servizio, ma noi fingiamo d’essere una democrazia, la sua Libia no e perciò il colonnello al potere a Tripoli può farsi beffe delle nostre messinscena.

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