Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Diritti / Attualità

Giustizia riparativa, un’altra rotta possibile per i giovani autori di reato

Alcuni partecipanti del progetto “Tra Zenit e Nadir” fanno attività di agricoltura sociale presso l’azienda agricola Maso Canova a Monte Terlago (TN) © Progetto 92

Il progetto “Tra Zenit e Nadir. Rotte educative in mare aperto” aiuta chi è coinvolto in procedimenti penali a cambiare vita. Un modello che si oppone a quello repressivo mettendo al centro le comunità e i desideri dei partecipanti

Tratto da Altreconomia 272 — Luglio/Agosto 2024

Tra lo Zenit e il Nadir c’è un infinito spazio di possibilità: diverse rotte che ragazzi e ragazze autori di reato possono scegliere di percorrere secondo traiettorie ritagliate appositamente sui loro desideri e le loro necessità. È stata questa la scommessa che, nel settembre 2021, ha spinto il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e l’Istituto Don Calabria di Verona a promuovere il progetto “Tra Zenit e Nadir. Rotte educative in mare aperto”, con l’obiettivo di implementare iniziative di giustizia riparativa rivolte a minori e neomaggiorenni coinvolti in procedimenti penali. Tre anni dopo quella scommessa è vinta: oltre 420 partecipanti, con risultati convincenti. “Non solo per i ragazzi che hanno cambiato la loro vita e sono riusciti a uscire dai vortici della violenza e della devianza -spiega Silvio Masin, coordinatore del progetto per Fondazione Don Calabria-, ma soprattutto per la comunità di riferimento che ha avuto un ruolo decisivo in questi percorsi”.

Le a

Per accedere a questo contenuto abbonati o acquista la rivista in digitale

Hai già acquistato la rivista o sei abbonata/o? Accedi per usufruire dei contenuti.

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.


© 2024 Altra Economia soc. coop. impresa sociale Tutti i diritti riservati