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GENOVA, CHE PARTI CIVILI SONO?…

GENOVA, CHE PARTI CIVILI SONO? La notizia è che il Comune di Genova ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro 29 poliziotti, sotto accusa per i fatti della Diaz. Una buona notizia, certamente, per quanto pressoché scontata, dal…

GENOVA, CHE PARTI CIVILI SONO?

La notizia è che il Comune di Genova ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro 29 poliziotti, sotto accusa per i fatti della Diaz. Una buona notizia, certamente, per quanto pressoché scontata, dal momento che il Comune figura fra le parti lese negli atti della procura, in quanto proprietario dei computer – affidati a Genoa social forum e Giuristi democratici – distrutti durante l’irruzione nella scuola Pascoli (di fronte alla scuola dove furono invece massacrate e arrestate 93 persone). Il Comune si costituisce parte civile nel processo contro i funzionari dello Stato per i danni materiali subiti, mentre rinuncia a quanto pare a reclamare danni morale e di immagine, che pure – forse – sarebbe opportuno citare.

Qualcuno dirà che è comunque un passo avanti rispetto al pasticcio combinato quattro mesi fa, quando il Comune si costituì parte civile nel processo contro i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, provocando un terremoto politico. Rifondazione, che faceva parte della maggioranza e aveva due assessori in giunta (presenti peraltro quando la delibera fu approvata), chiese al sindaco una marcia indietro, che Pericu negò, e così il Prc uscì dalla maggioranza, perdendo però un assessore, rimasto fedele al sindaco. Il tutto, peraltro, si chiuse con una beffa: il tribunale bocciò la costituzione di parte civile per errori formali nella compilazione.

Indubbiamente, rispetto a un simile disastro formale e politico, ora le cose vanno meglio, ma la questione delle parti civili non si limita al Comune. Se in Italia le cose funzionassero come in una democrazia in salute, il 26 giugno – all’apertura dell’udienza preliminare per la Diaz – dovremmo vedere fra le parti civili anche il ministero dell’Interno, che dovrebbe schierarsi a fianco dei cittadini vessati e privati di alcuni diritti costituzionali per la condotta di alcuni funzionari e dirigenti di polizia. In quest’Italia sgangherata e priva di una vera cultura democratica, non accadrà niente del genere. Basti pensare che il governo ha avuto il coraggio di chiedere 5 milioni di euro di risarcimenti agli attivisti della rete del Sud ribelle messi sotto inchiesta dalla procura di Cosenza. Il governo avrebbe individuato in loro i responsabili dei danneggiamenti avvenuti a Genova durante il G8. Sembra un’interpretazione poco credibile, ma – si potrebbe osservare – nel dubbio è giusto che lo Stato si faccia avanti.

Lo stesso, allora, dovrebbe valere per la Diaz, dove sono in ballo, oltre a danneggiamenti materiali, anche danni fisici, morali, civili di primissimo rilievo. Ma di questi tempi questi ragionamenti hanno il sapore dell’utopia.

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