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Il fondo che paga le bollette a chi è in difficoltà, sulla fiducia

Dal 2002 la onlus accoglie le richieste di chi non riesce a far fronte a spese correnti e non vincola alla restituzione, se non attraverso una donazione. Attivo anche un progetto di microcredito e uno con la Regione Toscana

Tratto da Altreconomia 189 — Gennaio 2017
Il presidente della onlus “Amici di Essere”, Antonio Bandino, si affaccia dalla sede di via Canova 116, 
a Firenze. Dal 2002 il Fondo ha sostenuto oltre 500 famiglie - Chiara Carovani
Il presidente della onlus “Amici di Essere”, Antonio Bandino, si affaccia dalla sede di via Canova 116, a Firenze. Dal 2002 il Fondo ha sostenuto oltre 500 famiglie - Chiara Carovani

Luca ha una malattia rara, e i suoi genitori non potevano permettersi di pagare le spese per portarlo all’estero dove ricevere cure specifiche. Così si sono rivolti al Fondo Essere di Firenze, che ha subito acquistato i biglietti aerei per conto loro. Oggi i genitori di Luca hanno restituito la somma anticipata saldando il debito senza interessi e avendo potuto dilatare le rate secondo le loro possibilità.
Tra il Quartiere 4 di Firenze (Q4) e Scandicci esistono numerose storie simili a quella dei genitori di Luca. Così, in sostegno ai residenti nel 2002, è nato il Fondo (www.fondoessere.org), oggi una onlus che garantisce un aiuto rapido a chi vive momenti di temporanea difficoltà. “Anche una piccola somma di denaro è importante per la dignità delle persone -ci spiega Claudia, una volontaria del Q4- perché si sentano degne e a loro agio nel contesto in cui vivono”.
Jerry si è rivolto al Fondo Essere perché a causa del suo lavoro precario ha difficoltà a pagare l’affitto ma non vuole accumulare arretrati. Invece Rosa, che per un infortunio ha dovuto anticipare il suo pensionamento, ha chiesto aiuto per finire di versare i contributi. Le esigenze vanno dal pagamento dell’affitto alle visite mediche, passando per le spese scolastiche fino ai piccoli interventi per la casa, come la riparazione della caldaia o la riparazione del tetto. Per sostenere queste uscite straordinarie, il Fondo Essere ha ideato i “Prestiti di Solidarietà” (PdS): consistono nel pagamento di una spesa fino a 2.500 euro, e dalla nascita a oggi hanno generato 700.000 euro di aiuti per più di 500 famiglie.

“Non solo aiutiamo economicamente le persone, ma cerchiamo di responsabilizzare gli individui a un uso corretto del denaro”

L’iter seguito per ottenere il credito prevede la descrizione della propria situazione a un volontario, presso uno dei sei sportelli presenti sul territorio e chiamati “centri di ascolto”. Se le esigenze del richiedente incontrano le possibilità del fondo, allora viene redatta una domanda contenente i documenti necessari per il pagamento. In media il 75% dei richiedenti ottiene il prestito. La domanda passa al vaglio della “Commissione di Solidarietà” che si riunisce ogni due settimane per valutare le istruttorie, e se avrà ricevuto parere favorevole nel giro di tre settimane un volontario si occuperà di pagare quanto richiesto. La Commissione è composta da quattro volontari che ogni quattro mesi cambiano per poter rappresentare e coinvolgere tutte le associazioni.
Il prestito viene quindi effettuato attraverso il pagamento diretto del bisogno da parte di un volontario del Fondo Essere, il quale -di solito entro un mese- si preoccupa della bolletta arretrata, dell’affitto o della spesa medica attraverso la documentazione fornita dal beneficiario al momento della richiesta del prestito. L’unico passaggio di denaro avviene al momento della restituzione del prestito quando la persona si reca presso uno degli sportelli e risarcisce la quota attraverso una donazione. La restituzione non è obbligata da vincoli contrattuali ma si fonda esclusivamente sull’impegno del ricevente, perché deve potersi strutturare secondo i tempi e le modalità di cui il beneficiario dispone. Viene consigliata l’estinzione entro tre anni.
Oltre ad aiutare economicamente le persone, l’obiettivo che la onlus si propone è anche di “responsabilizzare gli individui ad un uso corretto del denaro -come viene sottolineato dal presidente Antonio Bandino-, attraverso la restituzione di quanto ricevuto con il dono”. Inevitabilmente l’associazione sarà esposta ad un considerevole tasso di mancate restituzioni: su una media di 50mila euro annui, si registra una perdita del 30% che viene coperta attraverso le attività di raccolta fondi e le donazioni.

Il Fondo Essere è nato come associazione che raccoglie Humanitas, Arci, Case del Popolo locali, Caritas e altre realtà presenti sul Q4 e a Scandicci come Melagrana Aps e Nostras. Ma nel 2008 diviene onlus cambiando il nome in “Amici di Essere”, per essere riconosciuto come soggetto giuridico e poter concorrere a ricevere finanziamenti attraverso i bandi di gara comunali e regionali, o le donazioni come il 5 per mille. Oltre alla quota annua versata dalle associazioni aderenti, che varia dai 100 ai 300 euro, ci sono anche le donazioni spontanee. Una parte importante delle entrate è ottenuta attraverso cene, iniziative e spettacoli teatrali.
Il Consiglio del Quartiere 4 e il Comune di Scandicci spesso partecipano all’organizzazione di momenti di raccolta fondi perché non hanno disponibilità economiche per sovvenzionare direttamente le attività. Ingegnandosi, grazie all’aiuto di tutti, il Fondo Essere riesce a coprire quei 15.000 euro circa che ogni anno non rientrano.
Dal 2007, inoltre, il Fondo Essere ha istituito una convenzione con Chianti Banca, con la quale si propone di fare da tramite tra soggetti privati e banca per dare la possibilità a persone poco “bancabili” di accedere a prestiti più cospicui. In questo progetto il Fondo Essere serve a garantire alla banca che, in caso d’insolvenza del cliente, esso risarcirà fino al 50% della somma prestata. Grazie a questa sicurezza la banca concede ai privati fino a 5.000 euro per -ad esempio- ristrutturazioni in casa. Mentre ne ricevono fino a 10.000 le società o le attività commerciali, come bar, ortofrutta o banchi al mercato, per riqualificare i locali e adeguarli alla normativa, comprare nuove attrezzature o sviluppare l’attività. Complessivamente sono stati prestati 300.000 euro con 30 istanze attivate. Il signor Mario ad esempio ha ottenuto 8.000 euro per finire di rilevare il banco al mercato del suo principale che era andato in pensione. “Ma in altri casi -racconta il presidente Bandino- siamo intervenuti su prodotti delle banche d’investimento che hanno tassi troppo alti, e a fronte di un’insolvenza certa cerchiamo di chiudere la pratica con la metà della cifra da restituire”.

Con l’articolo 60 della legge finanziaria regionale della Toscana del 2013 sono stati finanziati “interventi di sostegno per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà”. Grazie a questa iniziativa, la Regione nel 2013 ha erogato al Fondo Essere 240.000 euro, che negli ultimi 3 anni ne ha messi in campo 180.000 euro. Di questi 70.000 sono già rientrati e 40.000 sono stati prestati di nuovo. A differenza dei precedenti, quest’ultima soluzione è rivolta esclusivamente ai nuclei familiari appartenenti alle fasce ISEE sotto i 15.000 euro ma con capacità restitutiva dimostrabile (non posso accedervi lavoratori saltuari o in nero). In questo caso è possibile solo il pagamento di bisogni specifici come spese mediche, canoni o utenze arretrate e per un ammontare massimo di 3.000 euro.

È stato stimato che il Fondo Essere, con tutti e tre gli strumenti a sua disposizione, abbia erogato complessivamente 1.220.000 euro, una media di 87.500 euro annui divisi tra 900 persone.
Le rilevazioni socio-demografiche hanno evidenziato che il 62% dei beneficiari sono nuclei familiari con figli in casa e di questi il 37,7% sono nuclei con entrambi i coniugi. “In molti -racconta Carla, una volontaria- ci chiedono il pagamento delle spese condominiali arretrate che possono portare al pignoramento e alla vendita all’asta dell’abitazione anche se di proprietà”.
I dati confermano che la maggioranza dei richiedenti si rivolgono al Fondo per problemi legati all’abitazione e in particolare al pagamento dell’affitto troppo alto da sostenere. Il 20% sono stranieri, e di questi il 76% risulta con un lavoro stabile, mentre per gli italiani la situazione è differente: il 49% sono occupati, il 26% sono pensionati e solo il 17% disoccupati. Il recente rapporto dell’Istat sulle “condizioni di vita e reddito in Italia” ha confermato su scala nazionale questo scenario: sono oltre il 25% gli italiani a rischio povertà o esclusione sociale nel 2015. Complessivamente la media italiana si è alzata e nelle regione centrali, benché di pochi punti, si è registrato un aumento dei soggetti a rischio, passando dal 22,1% al 24%. Il Mezzogiorno rimane l’area più esposta al rischio povertà mentre il Nord ha registrato un calo rispetto all’anno precedente.

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