Diritti

Europa che cambia, da Haider ai Cpt

Qualche anno fa, l’Europa intervenne – con un atto clamoroso – per isolare sulla scena internazionale il governo austriaco, guidato da una coalizione che comprendeva il partito xenofobo di Jorg Haider. L’Europa affermava con quel gesto la sua assoluta determinazione…

Qualche anno fa, l’Europa intervenne – con un atto clamoroso – per isolare sulla scena internazionale il governo austriaco, guidato da una coalizione che comprendeva il partito xenofobo di Jorg Haider. L’Europa affermava con quel gesto la sua assoluta determinazione a proteggere i principi democratici e il valore dell’uguaglianza di fronte all’ascesa di una forza politica che non nascondeva più di tanto nemmeno la simpatia per il regime hitleriano. E si trattava tuttavia di una forza politica pienamente legittimata dagli elettori austriaci.
Oggi l’Europa mostra tutt’altro volto. L’Italia, di questi tempi, offrirebbe ampi motivi per un intervento analogo a quello che colpì l’Austria di Haider: le campagne discriminatorie sono evidenti e hanno portato a episodi gravissimi, le politiche di esclusione si diffondono e il governo include componenti xenofobe, per non parlare dei reiterati attacchi all’indipendenza della magistratura. Ma l’Europa ha cambiato atteggiamento. Ieri il parlamento europeo ha varato la cosiddetta direttiva rimpatri che lede gravemente il principio d’uguglianza delle persone, stabilendo una forte discriminazione verso i “sans papier”, arrivando a legittimare reclusioni fino a un anno e mezzo per persone che non hanno commesso alcun reato e la reclusione e l’espulsione anche per i minorenni (anche quando non abbiano una famiglia ad attenderli).

La Fortezza Europa è una realtà ormai certificata. Stiamo andando verso un inedito regime di apartheid.

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