Diritti / Intervista

Frasi razziste, ecco come fermare i discorsi d’odio

Il tribunale civile di Milano ha condannato il sindaco di Albettone, Joe Formaggio, per “incitamento all’odio razziale” nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rom per le frasi pronunciate nel corso di una trasmissione radiofonica. Alberto Guariso (Asgi): “Assurdo che alcuni mezzi di comunicazione si prestino invece a fare da cassa di risonanza”

Il Tribunale civile di Milano ha sanzionato il sindaco di Albettone (Vicenza), Joe Formaggio, per “comportamento discriminatorio e incitamento all’odio razziale” nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rom. “Dimmi cosa viene a fare un immigrato ad Albettone che rischia la pelle” o ancora “facciamo il più grande allevamento d’Europa di maiali se dovesse essere che vogliono aprire una moschea ad Albettone” sono alcune delle frasi pronunciate da Formaggio nell’ottobre 2016 nel corso di una puntata della trasmissione radiofonica “La Zanzara” di Radio 24. Il testo della sentenza riporta anche altre frasi dal chiaro contenuto discriminatorio pronunciate durante una puntata della trasmissione televisiva “In Onda” nell’agosto 2015 ad esempio: “I campi rom sono covi di delinquenza” o “Non vogliamo extracomunitari. Qua non vogliamo nessuno che venga a rompere i …” riferendosi alla possibile apertura di un centro di accoglienza per richiedenti asilo su disposizione della prefettura di Vicenza. A citare in giudizio Formaggio è sono state le associazioni “Avvocati per niente” e “Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione” (Asgi) rappresentate in tribunale dall’avvocato Alberto Guariso.

Avvocato Guariso, cosa stabilisce questa sentenza?
AG La decisione dei giudici di Milano dà un segnale importante. Perché si afferma che l’utilizzo reiterato di espressioni offensive nei confronti di soggetti appartenenti a una minoranza, a una nazionalità o a un’etnia costituisce un comportamento molesto e costituisce pertanto discriminatorio. Nella motivazione, il giudice afferma che le dichiarazioni in questione creano un clima ostile, degradante e umiliante perché avviliscono la dignità dei gruppi sociali coinvolti e attribuiscono qualità inferiori per etnia e nazionalità. Il tutto in violazione dell’articolo 3 della Costituzione e delle norme dell’Unione europea volte a contrastare la discriminazione.

Quali sono le conseguenze di questo pronunciamento?
AG Siamo consapevoli del fatto che una sentenza non può cambiare l’atteggiamento delle persone. E non cambierà la tendenza di molti a usare nel discorso pubblico espressioni razziste o discriminatorie. Speriamo però che decisioni come questa servano a mettere un argine: la tutela della libertà di parola è fondamentale, ma lo è altrettanto stabilire che il dibattito pubblico non può scendere al disotto di un livello minimo che sia rispettoso della dignità delle persone. E questo, ha stabilito il giudice, vale anche quando chi utilizza quei termini vuole esprimere una posizione politica.

Le dichiarazioni di Formaggio sono state veicolate da una nota trasmissione radiofonica e, in precedenza, durante una trasmissione televisiva. Che ruolo hanno i media nella divulgazione di messaggi come questi?
AG Probabilmente sarebbe necessaria una riflessione da parte dei giornalisti sul ruolo dei mezzi di comunicazione in queste situazioni. Se tutti conveniamo, come credo,  che affermazioni come quelle di Joe Formaggio sono inaccettabili, allora è assurdo che alcuni  mezzi di comunicazione si prestino invece a fare da cassa di risonanza.

Quale sanzione ha comminato il giudice?
AG Il risarcimento del danno non patrimoniale patito dalle due parti, cioè “Avvocati per niente” e “Asgi”, per un totale di 12mila euro. Oltre al pagamento delle spese legali.

È inusuale anche il fatto che a citare in giudizio il sindaco di Albettone siano state due associazioni.
AG In effetti non è semplicissimo arrivare a giudizio in casi come questo: quando l’offesa non è rivolta a una persona specifica, nessuno può presentare una denuncia in quanto parte lesa. L’ordinamento però prevede che in sede civile possano agire le associazioni che rappresentano e tutelano gli interessi di stranieri e migranti. Attraverso il lavoro di monitoraggio dell’hate speech e dei discorsi d’odio che svolgiamo come Asgi e Avvocati per niente cerchiamo di intervenire su alcuni casi particolarmente significativi.

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