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Approfondimento

“Che cosa c’è sotto” a Scala Mercalli

Paolo Pileri, professore del Politecnico di Milano e autore del libro di Altreconomia dedicato al suolo (in uscita ad aprile), è stato ospite sabato 21 marzo del programma televisivo condotto da Luca Mercalli su Rai3 (il suo intervento inizia dal minuto 01.10.45). Pubblichiamo un estratto dall’introduzione e una scheda del testo, che può essere pre-acquistato on line sul sito di crowdfunding Eppela

Ci sono parole che racchiudono una bellezza e un’intensità che ci sfuggono. Il suolo è una di queste.

Da sempre in basso, calpestato, considerato sporco (gli inglesi lo chiamano non a caso anche dirt) è in realtà qualcosa di delicato e complesso, di segreto e meraviglioso, di potente e sottile, di vivo e non morto, di sano e non malato, di abitato e non desolato, di profumato e persino di buono.
"Il suolo è bello ma pochi lo sanno", diceva Hans Jenny, noto pedologo svizzero. Quei pochi coincidono spesso con chi è convinto che vada tutelato.
La bellezza del suolo ha anche qualcosa di eterno perché dura da milioni di anni, riproducendosi secondo i crismi segreti di una ricetta perfetta, ma al tempo stesso muta, inseguendo le "geografie”.

Questo libro di Paolo Pileri -professore associato di Pianificazione e progettazione urbanistica, territoriale e ambientale al Politecnico di Milano- spiega che cos’è il suolo e perché ciascuno di noi deve conoscerlo, tutelarlo, difenderlo. Per capire che cosa abbiamo sotto i piedi, quali sono le responsabilità, degli inquilino del piano di sopra e diventare “partigiani" del suolo.

Il suolo, infatti, è una risorsa viva, unica e non rinnovabile – per generare 2,5 centimetri di suolo “vivo” ci vogliono 500 anni – che ogni giorno ci dà da mangiare, da bere e ci aiuta a respirare. Tutto questo noi lo calpestiamo e lo distruggiamo. Il suolo subisce continue angherie e minacce: la più grave è il consumo di suolo – in Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo fertile al secondo – generato da interessi rapaci e da piani urbanistici dissennati e divisi tra migliaia di Comuni.

Il suolo è un bene comune, “la più grande innovazione tecnologica naturale”, “l’unica risorsa che trasforma la morte in vita, la cacca in cibo…. Dove c’è suolo c’è vita”. Paolo Pileri lo racconta da una prospettiva scientifica ma anche urbanistica, politica e economica. Ma questo libro non è solo un esemplare progetto divulgativo ma – tra le righe – è una lucida proposta politica: partire dal racconto del suolo (libero) per immaginare un progetto culturale nuovo, un’idea di città, di Paese e di cittadinanza. L’autore propone infatti – tra le strategie innovative – una vera e propria pedagogia dei suoli, che investa la scuola, dove “si entra bambini e si esce cittadini”, che offra ai cittadini una “filosofia del suolo”, momenti di dibattito e formazione e che si rivolga infine anche alla politica ribadendo la bellezza dei suoli e la responsabilità di chi lo “governa”.

Nell’inchiesta "Il valore sotto i piedi", pubblicata da Altreconomia sul numero di gennaio 2015, Pileri spiegava come per “compensare” il “lavoro” di un ettaro di terra impermeabilizzata occorrono non meno di 6.500 euro all’anno. È per questo che "Che cosa c’è sotto" è anche un appello per difendere il nostro Paese: l’Italia, con una superficie urbanizzata pari al 7,3% del territorio nazionale, dovrebbe spendere ogni anno tra i 7 e i 14 miliardi di euro solo per gestire le acque non più assorbite

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