Altre Economie / Varie

Bolzano sconsuma!

Venerdì 9 e sabato 10 maggio appuntamento con la fiera dell’autoproduzione e del consumo critico dell’Alto Adige. Promossa dai gruppi d’acquisto solidali, è alla seconda edizione. In programma anche la presentazione di tre libri di Ae edizioni: “La gonna che visse due volte” di Alberto Saccavini, “Io lo so fare”, di Marinella Correggia e “Il padre & la madre” di Chiara Spadaro

A Bolzano si “sconsuma”. Un neologismo creato dal lavoro volontario dei GAS (gruppi di acquisto solidale) dell’Alto Adige per definire l’altra economia all’altoatesina. Che invitano tutti ad imparare a sconsumare, alla Skonsumo Festa, la fiera dell’autoproduzione e del consumo critico che torna a maggio dopo un anno e mezzo di pausa (e grazie al sostegno del Comune di Bolzano).
Venerdì 9 maggio pomeriggio e sabato 10 maggio tutto il giorno, cortili, corridoi e aule della LUB (Libera Università di Bolzano), partner dell’evento, verranno invasi dal mondo dell’autoproduzione e più in generale dell’autosufficienza.
Quest’ultimo è infatti il tema centrale di quest’anno, ispirato dal libro edito da Ponte alle Grazie/Altreconomia “Autosufficienza”, a cura di Massimo Acanfora e Ilaria Sesana.
La prima edizione, ad ottobre 2012, aveva come tema il tessile e in particolare la filiera della lana, con tanto di pecore brucanti nel cortile del Castel Mareccio, sede della festa. È da questo dettaglio che è nato il logo della Skonsumo, con la pecorella.
La festa era stata inizialmente pensata come ampliamento delle tradizionali feste annuali dei GAS, con l’aggiunta di uno spazio vendita dedicato al tessile bio-eco-equo. “Skonsumo festa” ha avuto un tale successo, con migliaia di visite in un solo giorno, che quest’anno è diventato una fiera a se stante, con una parte di mercato molto ampliata e non più al castello. Il cambio di sede è una scelta per coinvolgere fasce di età diverse e portare queste tematiche all’interno del sistema educativo, oltre a stimolare l’università a interagire con la società e i suoi cambiamenti.

Essere autosufficienti significa assumersi integralmente la responsabilità della propria vita, senza delegare a nessuno le proprie scelte quotidiane. Per fare questo occorrono informazioni e strumenti. A questo scopo alla Skonsumo vengono proposti molti momenti dedicati all’autoproduzione, in particolare laboratori, gratuiti, tenuti da esperti delle diverse materie. Dai detersivi autoprodotti ai cosmetici, passando per il riuso creativo di stoffe usate, al riconoscimento e trasformazione delle erbe selvatiche. Ci sarà anche una ciclofficina e un punto open source, dove si potrà rigenerare un vecchio PC. Si potrà anche fare una lampada, partendo dai singoli elementi. Dall’orto sul balcone ai lavori creativi a maglia, passando per il dado vegetale si potranno imparare tutte le basi dell’autoproduzione.
Ma autosufficienza non è solo autoproduzione. Se ne parlerà più approfonditamente in una tavola rotonda dal titolo “Ricercare l’autosufficienza”, curata da diversi ricercatori delle cinque facoltà della LUB (Facoltà di Scienze e Tecnologie, Scienze e Tecnologie Informatiche, Scienze dell’Educazione, Economia, Design), in cui ognuno indicherà come l’autosufficienza possa essere declinata secondo il proprio ambito di ricerca. Nei corridori della LUB ci sarà anche un percorso tematico dedicato all’autosufficienza, dove le varie associazioni altoatesine mostreranno le proprie attività legate a questo tema, come la banca del tempo, i Buoni locali solidali SCEC, le MAG (Mutua AutoGestione), la democrazia diretta, l’Economia del bene comune, la permacultura e altre iniziative attive sul territorio.
Verranno anche presentati i libri di Altreconomia “La gonna che visse due volte” di Alberto Saccavini, “Io lo so fare”, di Marinella Correggia e “Il padre & la madre” di Chiara Spadaro, con tanto di “spaccio” (gratuito) di pasta madre. Fabrizio Zago, chimico industriale esperto di bio-eco detergenza, terrà una conferenza sulla detersione ecologica.
La parte culturale sarà affiancata da un mercato vero e proprio, dove si potranno acquistare vestiti e scarpe da produttori italiani, scelti secondo dei precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Ci sarà anche una parte del mercato dedicata ai produttori locali, con preesistenti legami coi GAS, sia del settore tessile, sia di altri tipi di prodotti, come alimenti freschi o trasformati, cosmetici.
La progettazione grafica è affidata a un gruppo di studentesse, anch’esse volontarie, della Facoltà di Design dell’Università di Bolzano.

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