Diritti

Amnesty, l’Italia e i rom

Immersi come siamo in un clima culturale e mediatico incattivito, spesso stentiamo a vedere le cose per quello che sono. Si finisce così per fare l’abitudine alle cose più infami. Prendiamo gli ebrei (i rom). Il governo ha proclamato, appena insediato,…

Immersi come siamo in un clima culturale e mediatico incattivito, spesso stentiamo a vedere le cose per quello che sono. Si finisce così per fare l’abitudine alle cose più infami. Prendiamo gli ebrei (i rom). Il governo ha proclamato, appena insediato, che avrebbe risolto il problema, ed è passato all’azione: i prefetti di tre grandi città sono stati nominati commissari all’emergenza ebrei (rom); la polizia, in collaborazione con la Croce rossa, ha cominciato il censimento dei ghetti, annunciando che si sarebbe fatto ricorso anche al rilevamento delle impronte digitali, se necessario; a Napoli si sono usati moduli per le schedature comprendenti voci come “religione” ed “etnia” (è noto che gli ebrei, i rom, sono senza patria). Ormai ci sembra tutto normale.
Qualche organizzazione umanitaria, a dire il vero, ha protestato, e anche la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti hanno avuto da ridire, soprattutto per l’idea di prendere le impronte anche ai minori, un’azione troppo simile al “censimento”, chiamiamolo così, attuato da fascisti e nazisti negli anni Quaranta dle secolo scorso. Il governo ha rassicurato che sarebbero stati rispettati i diritti di tutti, anche degli ebrei (rom), e che le impronte sarebbero state prese solo se indispensabile. Il governo europeo si è tranquillizzato e i censimenti dei ghetti ebraici (campi rom) potranno concludersi entro il mese di ottobre. Quindi tutto bene.

Tanto bene che Amnesty International ha lanciato in tutto il mondo una campagna che si chiama “Italy must stop the discrimination against Roma“, ossia l’Italia deve fermare la discriminazione contro gli ebri (i rom).

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