Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Ambiente

A poca distanza…

Accanto al sito di Expo 2015, l’area di Cascina Merlata, dove sorgerà anche un centro commerciale

Tratto da Altreconomia 141 — Settembre 2012

Oltre l’Expo, c’è l’area occupata dalla vecchia Cascina Merlata. Basta scavalcare l’autostrada A4, per trovarsi all’interno di un’area agricola, a ridosso del cimitero Maggiore di Milano. Dentro c’è poco movimento, e nessun cantiere aperto, ma chi vuole può leggersi le carte per capire che è un altro (gigantesco) ambito in trasformazione, di oltre 920mila metri quadrati. Basta farsi un giro sul sito www.cascinamerlataspa.it per rendersi conto che -fallisca o meno l’operazione Expo- nel progetto complessivo per il Nord-ovest Milano qualcuno ci guadagna.
È, ad esempio, chi si è visto autorizzato ad edificare circa 400mila metri quadri, cioè la società proprietaria della porzione maggiore dell’area (549mila metri quadri, il resto è del Comune di Milano), che si chiama Cascina Merlata spa, il cui primo socio (al 60%) è Euromilano spa. A sua volta, Euromilano è partecipata da Intesa Sanpaolo, da Unipol Assicuazioni e da Prospettive Urbane, una società per azioni i cui soci sono sedici cooperative di abitanti e cooperative edificatrici. Un altro 30% di Cascina Merlata spa è di Greenway srl, a sua volta partecipata da una dozzina di società private di costruzioni, di sviluppo di progetti immobiliari e di compravendita di immobili. Uno spettro, insomma, ampio e ramificato.
La “fortuna” di Cascina Merlata spa, però, è anche un’altra. Nella definizione dell’Accordo di programma (Adp) si è tenuto conto dell’importanza di dare il “la” ai lavori perché l’intero intervento “è stato promosso anche con la finalità di realizzare interventi funzionali ad Expo 2015, in considerazione della vicinanza dell’ambito al sito Expo 2015, e della indicazione nel Dossier di candidatura del 2002, dell’ambito Cascina Merlata quale area per la localizzazione del Villaggio Expo, dedicato al personale dell’organizzazione e dei Paesi ospitati dal grande evento”, come spiega la Relazione tecnica istruttoria che l’8 marzo 2011 ha accompagnato la proposta di deliberazione del consiglio comunale per la ratifica dell’Adp. 
Bloccare gli interventi sulla Cascina Merlata, cioè, significa mettere in discussione l’Expo. Secondo il Comune di Milano, i lavori che Cascina Merlata spa realizzerà entro il mese di aprile 2015, “per l’Expo”, valgono 107 milioni di euro.  
In compenso, almeno secondo il Comune di Pero e Legambiente Lombardia, nel dossier di candidatura ad ospitare l’Expo presentato dal governo italiano al Bie c’è un regalo per il (futuro) quartiere di Cascina Merlata. È la strada che dovrebbe garantire un collegamento tra le fermata della metropolitana di Molino Dorino e l’autostrada A8, sottoattraversando l’area di Cascina Merlata e attraversando con un viadotto l’area Expo.
Si tratta di un’opera definita “essenziale” in vista della manifestazione, e sul sito di Infrastrutture Lombarde (società della Regione Lombardia), che ha appaltato i lavori per 99,5 milioni di euro -interamente coperti da un finanziamento pubblico- al Consorzio Eureca (partecipato da Cmb, Unieco e Clf), viene presentato come un “Sistema di viabilità di accesso all’area Expo 2015”. Ma -spiegano dal Comune di Pero, che a fine giugno ha presentato un ricorso al Tar della Lombardia- il progetto definitivo non prevede “nessuna connessione fra i parcheggi di Molino Dorino e il sito espositivo; nessun accesso diretto al sito; nessun raccordo con la Ss 33 del Sempione”. L’opera, cioè, “non persegue la finalità che avevano fatto ritenere l’intervento come essenziale ai fini dell’Expo”.   
Secondo Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, “l’opera che serve più da disimpegno a Cascina Merlata, e al suo centro commerciale. E per renderla compatibile con l’Esposizione universale, attraversata in viadotto, è stato previsto un ‘sistema di ghirigori’, con una funzione estetica. Inoltre, c’è un tunnel di pianura di 975 metri, scavato sotto l’aperta campagna.
Per tutelare l’interesse del privato, cioè, si fa un’autostrada al di sotto del livello di falda a carico del pubblico. Per consentire agli operatori di Cascina Merlata di poter disporre tutto lo spazio. Si poteva, al contrario, imporre di modificare il progetto”.
I cantieri avrebbero dovuto aprire il 2 luglio. E i lavori continuare per 500 giorni, fino a metà dicembre 2014. Per il momento, però, è tutto fermo. L’assessore al Territorio del Comune, Vanni Mirandola sostiene che “Eureca vorrebbe avviare i lavori entro settembre”. Vedremo.  —

La cascina sociale
“La Cascina Triulza è una struttura agricola tipica della Pianura Padana, che verrà restaurata e riqualificata e dove saranno esposte le ‘best practices’ legate al tema” si legge sul sito www.expo2015.org. Durante i sei mesi dell’Expo, dovrebbe ospitare le organizzazioni della società civile. Oggi, però, la Triulza non è una delle tante cascine diroccate ed abbandonate intorno a Milano. Chi attraversi il cancello in ferro, lungo la via Cristina Belgioioso, al centro dell’area Expo, entra a Casa Homer, una comunità per accoglienza gestita dall’Associazione “Una Casa Anche Per TE” (www.ucapte.it). “È stata inaugurata nel 2010 -racconta Licia, tra i responsabili delle struttura-, l’associazione era in comodato gratuito dalla proprietà, la famiglia Cabassi. Le strutture sono state recuperate grazie al lavoro volontario nostro e di molti amici. Oggi qui ci sono nove minori fissi, tra cui molti rom, più un’altra ventina di ragazzi che partecipano alle attività.
Abbiamo intessuto relazioni con le scuole, e con l’intero quartiere. All’inizio -continua- il Comune avrebbe voluto che restassimo qui anche durante l’Expo, ‘punta di diamante’ di quello che lo spazio ‘sociale’ della manifestazione, ma non sarà così”. “Arexpo ha altre idee per l’area -racconta amara Licia-, che noi non conosciamo”. Ma se l’associazione sta cercando un’altra cascina è anche perché i bambini sono felici in mezzo ai campi (anche noi abbiamo visto uno scoiattolo tra gli alberi della Triulza), che dopo l’Expo potrebbero lasciar spazio a un quartiere residenziale.     

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.


© 2024 Altra Economia soc. coop. impresa sociale Tutti i diritti riservati