Altre Economie

La Tangenziale al verde occupa i campi di Pessano con Bornago

Martedì 30 ottobre è stato sgomberato il Presidio permanente Martesana. Per l’avvio di lavori destinati a restare a metà: mancano i soldi per realizzare la TEM. Intanto, quasi pronta l’istanza alla Commissione europea di Spiga&madia: "infrastrutture vs sovranità alimentare"

Mancano meno di mille giorni all’Expo 2015, e i cantieri per la Tangenziale Est esterna (opera "connessa" all’Esposizione universale) non possono subire stop. Almeno pro-forma, perché -come abbiamo spiegato anche su Ae di ottobre 2012– mancano le risorse per pagare eventuali ditte incaricate dei lavori (quelle a disposizioni della società coprono a malapena il 5 per cento dell’investimento totale).
La situazione è resa ancor più complicata dalla burrascosa situazione finanziaria e proprietaria di Serravalle, la concessionaria autostradale controllata dalla Provincia di Milano, finita sul mercato qualche settimana fa.
Nonostante questo, o proprio per questo, martedì 30 ottobre verrà "sgomberato", a Pessano con Bornago (MI), il Presidio permanente Martesana, che aveva trovato casa sui terreni di un’azienda agricola, una delle tante oggetto di un decreto di occupazione da parte del concessionario autostradale.
L’ennesimo tentativo di sgombero (altri erano stati sventati nelle scorse settimane) avrà successo, anche perché il Presidio permanente Martesana ha spiegato che alla comunicazione era allegata "una diffida al proprietario del terreno su cui sorge il presidio, che minaccia una multa di 25.000 euro al giorno retrodatata all’undici ottobre fino al giorno dell’avvenuto sgombero". Per questo, spiegano i rappresentanti del Presidio, "dopo una lunga e difficile discussione abbiamo deciso di non inseguire lo Stato italiano sul piano dei rapporti di forza e di evitare una repressione di una durezza economica e penale inaccettabile. Se è vero che non dubitiamo che la solidarietà dei compagni e dei movimenti ci permetterebbe di sventare anche questo tentativo di sgombero, siamo costretti ad abbandonare la nostra casa per evitare di farci trascinare dalla TEM in una spirale di violenza che logorerebbe inutilmente il movimento. Avendo 13 cantieri aperti la nostra voglia è di ritornare nelle strade, nel tessuto sociale della Martesana e ricominciare da lì. Sicuramente l’intimidazione di TEM non rimarrà senza risposta, ma crediamo di dover essere noi a dettare i tempi e i modi della lotta, senza farci imprigionare in schemi precostituiti".
Martedì pomeriggio, dalle 18.30, ci sarà un corteo -con appuntamento alle 18.30 alla fermata della MM2 di Gorgonzola-. Al mattino, invece, l’appuntamento è davanti al municipio di Pessano con Bornago, proprio mentre l’ufficiale giudiziario dovrebbe andare a prendere possesso del terreno finora occupato dal Presidio.

Tra i cantieri aperti ci sono anche quelli nel territorio del Comune di Caponago (MB). Che "occupano" anche i terreni agricoli dove -fino a quest’estate- veniva seminato il grano biologico trasformato in pane nell’ambito del progetto "Spiga&madia". Proprio per rispondere all’occupazione dei terreni da parte di Cmc -la ditta incaricata dei lavori nell’area "Nord" della TEM-, Spiga&madia e il Distretto di economia solidale della Brianza stanno "approntando un’istanza alla Comunità europea,che vorremmo presentare alla cittadinanza il 18 novembre, con una manifestazione sui campi che sino allo scorso giugno ospitavano il frumento del nostro progetto" spiega Marco Balconi. L’iniziativa è stata illustrata dall’avvocato Domenico Monci nel corso di un convegno che si è tenuto ad Osnago il 7 ottobre scorso. Il titolo, "Per il diritto al cibo contro la tangenziale" è evocativo del motivo del ricorso: l’ordinamento comunitario riconosce la priorità del diritto al cibo sano, e alla sovranità alimentare, rispetto alla realizzazione di una nuova infrastruttura? [L’intervento di Monci è visibile su You Tube.] 

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