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Budapest, la capitale della decrescita

Il 30 agosto inizia la quinta conferenza internazionale sulla decrescita. Oltre 500 ricercatori, economisti e scienziati si troveranno nella città ungherese per immaginare soluzioni all’instabilità ecologica, economica e sociale della società contemporanea. Il racconto del nostro corrispondente

Budapest vista dall'alto - © Flick
Budapest vista dall'alto - © Flick
Il 30 agosto inizia a Budapest la quinta conferenza internazionale sulla decrescita. Per cinque giorni la capitale ungherese ospiterà più di cinquecento ricercatori, economisti e scienziati da tutto il mondo, pronti a confrontarsi e a immaginare soluzioni all’instabilità ecologica, economica e sociale della società contemporanea.
Dopo l’edizione di due anni fa a Lipsia, la scelta di Budapest come sede ospitante è già di per sé una novità, visto che è la prima volta che una conferenza internazionale su questo tema si tiene in un Paese ex-comunista. Il concetto di decrescita ha iniziato a diffondersi in Ungheria attorno al 2011 con la prima traduzione in ungherese del libro di Serge Latouche Breve trattato sulla decrescita serena, ma molto si deve anche all’efficace lavoro di divulgazione realizzato negli ultimi anni da Vincent Liegey, ricercatore francese residente a Budapest e una delle voci più note del movimento decrescente transalpino. Tuttavia quest’edizione non mancherà di sottolineare il contributo della regione al movimento: qui sono nati nomi importanti che oggi vengono considerati tra i precursori della decrescita, dal fondatore della bioeconomia Nicholas Georgescu-Roegen all’economista ungherese Karl Polanyi, i cui libri iniziano a essere ristampati e tradotti anche in Italia.
Tra gli oratori principali di quest’edizione ci saranno Ashish Kothari dell’organizzazione ambientalista indiana Kalpavriksh, la presidente dell’Alto Commissariato per i Cambiamenti Climatici dell’Onu Claudia Salerno Caldera, l’economista femminista Amaia Pérez Orozco e Barbara Muraca, insegnante di filosofia sociale e ambientale nell’Oregon State University.
Quest’edizione proverà a dare anche ampio risalto alle possibili soluzioni locali, per questo i partecipanti saranno invitati a conoscere e visitare quelle cittadine, per esempio Wekerle, città giardino alle porte di Budapest che ospita un’attiva comunità di Transizione, o Cargonomia, interessante esperimento di economia alternativa in cui una ciclofficina, una compagnia di bike messenger e alcune piccole aziende agricole hanno unito le forze per creare un servizio di consegna a domicilio su biciclette cargo di ceste di prodotti biologici.
In modo da creare un’atmosfera conviviale tra gli addetti ai lavori, la conferenza avrà un tetto massimo di partecipanti. Per chi non si è registrato sarà comunque possibile assistere a molte sessioni via streaming. Ciò non significa che quest’edizione sarà esclusiva. Infatti, novità assoluta, la conferenza di Budapest sarà affiancata dalla settimana della decrescita, una cinque giorni di programmi culturali gratuiti e decrescenti, tra concerti, proiezioni, laboratori, tour eco-sociali per la città, spettacoli teatrali e dibattiti partecipativi con gli ospiti più importanti, pensati per coinvolgere la cittadinanza e invogliarla ad avvicinarsi al tema della decrescita. Anche il locale più famoso di Budapest, Szimpla, considerato uno dei migliori al mondo e diventato ormai una vera e propria attrazione turistica per il design eclettico fatto a partire da materiali riciclati, famose le vecchie Trabant trasformate in divani e tavolini, aprirà le sue porte agli eventi.
Infine sabato 3 settembre la via Kazinczy, uno degli angoli più vivaci, conviviali e creativi di Budapest saluterà la conferenza con un festival di strada e una parata all’insegna del “buen vivir”.
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